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Dalla Cgil otto domande a Cappellacci PDF Stampa E-mail
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Scritto da La Nuova Sardegna   
Giovedì 24 Dicembre 2009 10:26
Il tema dello sviluppo della Sardegna è stato ovviamente presente in questi ultimi mesi ma non è stato correttamente declinato come condizione per far ripartire lo sviluppo. È la tesi sostenuta da Cgil-Cisl e Uil nelle tante manifestazioni fatte e concluse con la prima assemblea delle rappresentanze del Popolo sardo.
Il segretario della Cgil, Enzo Costa, ha ripreso la questione dello sviluppo in un documento in cui pone otto domande a Cappellacci; quesiti che abbracciano tutti i settori vitali, dall’istruzione alle riforme tenendo conto dello scenario di fondo in cui la grande industria va via e il settore manifatturiero è stato letteralmente cancellato. Vediamo le domande di Enzo Costa, in attesa di risposte.

1) Cosa si aspetta ancora per rivendicare insieme a chi da tempo lo sollecita, un confronto con il Governo a palazzo Chigi sulla vertenza Sardegna?

2) Se l’emergenza più grave è la mancanza di lavoro perché la Finanziaria e il programma di sviluppo regionale non prevedono un piano straordinario pluriennale su questo tema e perché non si fa niente per far funzionare i centri per il lavoro o per dare prospettiva a strutture come i Cesil e l’Insar?

3) Il presidente è davvero convinto che per risolvere il problema delle povertà estreme sia sufficiente stanziare somme irrisorie rispetto ai bisogni e polverizzarle su tutti i comuni della Sardegna?

4) Perché non trovano applicazione pratica le leggi regionali che prevedono l’introduzione del reddito di cittadinanza e dell’integrazione socio sanitaria?

5) Cosa intende fare per sbloccare gli oltre sette miliardi di euro di residui passivi del bilancio regionale e per evitare che questo continui ad accadere?

6) Qual è la sua idea sul federalismo fiscale e perché nessuno ne parla o pare preoccuparsene, non ritiene che si debba aprire una fase di riforma statutaria?

7) Lo spopolamento delle zone interne, la soppressione dei plessi scolastici, la riduzione degli uffici pubblici, la carenza di infrastrutture, non pensa che siano problemi da risolvere con urgenza?

8) È davvero convinto che sia possibile continuare ad affrontare vertenza per vertenza l’attuale emergenza dei comparti produttivi dell’industria, delle costruzioni, dell’agricoltura, in totale assenza di un’idea complessiva e di prospettiva?

Il segretario della Cgil annuncia che da gennaio il sindacato sardo riprenderà la strada delle mobilitazioni: «La apriremo con uno sciopero generale rigorosamente unitario che continuerà ad avere alla base una proposta di sviluppo per la Sardegna».

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