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L’Istituto Amaldi di Macomer diventerà un piccolo politecnico PDF Stampa E-mail
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Scritto da redazione   
Giovedì 04 Febbraio 2010 00:00
Il 30 maggio del 2008, nell’aula magna del Liceo Scientifico di Macomer, l’Associazione “Nino Carrus” ha organizzato un interessante convegno sul tema “Conoscenza e formazione. Il Polo tecnico professionale: una proposta per lo sviluppo.” Tra i relatori Prof. Silvano Tagliagambe e l’ex Viceministro alla Pubblica Istruzione Mariangela Bastico che avevano predisposto, a livello nazionale, la normativa sulla istituzione dei cosiddetti “Poli tecnici superiori”. Al convegno erano inoltre intervenuti i Dirigenti delle scuole superiori di Macomer e amministratori provinciali e comunali.
Apprendiamo oggi da” La Nuova Sardegna” che quella proposta e quel progetto stanno per diventare realtà. L’incontro tenutosi alla Regione qualche giorno fa alla presenza di tutti i soggetti interessati costituisce un grosso passo in avanti. Ne prendiamo atto con grande piacere.



L’istituto Amaldi di Macomer diventerà un piccolo politecnico | T.Tola - La Nuova Sardegna

Avrà sede a Macomer il primo Istituto tecnico superiore della Sardegna, un nuovo tipo di scuola voluto dal ministero della Pubblica istruzione con la riforma della formazione superiore. In futuro ne saranno istituiti uno per ogni capoluogo di provincia. Si tratta di istituti superiori per l’istruzione tecnica che si collocano a metà strada tra scuola superiore e l’università, una specie di piccolo “politecnico” che fornirà la formazione necessaria per operare nelle aziende e soprattutto sarà rispondente alle esigenze delle stesse. Sono finalizzati alla formazione di tecnici di qualità e opereranno in stretto rapporto con il mondo dell’impresa e del lavoro. In questa fase di avvio della riforma, il Ministero finanzia una ventina di istituti in tutta Italia. L’unico selezionato per la Sardegna è l’Istituto professionale “Amaldi” di Macomer, che sarà la sede della nuova scuola.

La riforma prevede che l’Its sia amministrato da una fondazione della quale faranno parte i rappresentanti della scuola, il Ministero, gli enti di ricerca e i privati, in questo caso le imprese interessate. Ieri si è tenuta a Cagliari la riunione preliminare di quelli che saranno i soci della fondazione per l’Amaldi di Macomer. C’erano la Regione e il Ministero, il presidente della Ceccato, Giuseppe Angelico, e l’ingegner Casti del gruppo Acciona energia di Ottana per i privati e l’ente di ricerca regionale Crs4. Il prossimo passaggio sarà la costituzione della fondazione di fronte a un notaio.

Quella che sarà attivata a Macomer non l’è l’università, ma neppure una scuola superiore. È comunque una scuola di livello universitario i cui titoli varranno come crediti per conseguire la laurea breve. Un aspetto molto importante è che la formazione risponderà alle esigenze del mondo del lavoro, che sarà rappresentato nell’organo di gestione. L’Ipsia (è l’istituto professionale Amaldi) è la scuola di riferimento per portare avanti la sperimentazione del nuovo istituto in Sardegna. La battaglia per istituire il nuovo corso di studi a Macomer è stata portata avanti già dagli anni scorsi dal consigliere regionale di Macomer, Paolo Maninchedda. Anche altri territori si erano candidati per avere la nuova scuola. Spuntarla non è stato facile. La creazione a Macomer di un polo per la formazione tecnica superiore è il primo importante passo per il rilancio del capitale umano nel Marghine in vista dell’avvio imminente degli accordi di programma di Tossilo e di Ottana. L’Istituto tecnico superiore ribalta la logica della formazione di alto livello, che finora era in mano alle università o ad enti costituiti non sempre nell’interesse degli allievi. Si parte infatti con una logica nuova, con l’azienda che finanzia e propone il progetto perchè ha bisogno di formare il personale. I ragazzi avviati a formazione verranno poi assunti.

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