Il crescente fabbisogno alimentare mondiale farà dell'agricoltura il settore centrale dell'economia mondiale. Serve, pertanto, una rivoluzione culturale per rimettere nell'agenda delle famiglie sarde la voglia e la necessità di fare agricoltura e pastorizia nella nostra terra.
Il progetto deve essere quello di attuare la sovranità alimentare nell'isola dei pastori e degli agricoltori: padroni delle nostre scelte alimentari e delle produzioni agricole. Le azioni concrete per attuare questo progetto sono di una banalità disarmante ed allo stesso tempo capaci di dare slancio al settore agricolo.
Primo, i giovani devono tornare a lavorare in agricoltura. E' sconcertante che i nostri giovani non siano interessati al lavoro in agricoltura anche quando si accontentano di lavori precari ed umilissimi o addirittura rimangono disoccupati. Cosa fare? Cambiare mentalità per il futuro, con azioni che segnino il cambiamento. Deve finire il tempo degli indennizzi per il primo insediamento che trasformano la politica agricola comunitaria in un succedaneo delle politiche sociali. Bisogna saper utilizzare le risorse in campo agricolo per formare e costruire la nuova classe imprenditoriale. Ma si deve iniziare dall'età scolare per motivare i giovani alla sfida in campo agricolo. Pensando pure ad un poco ortodosso programma di vacanze-studio estive che avvicinino i giovanissimi al mondo dell'agricoltura e pastorizia, attraverso la previsione di incentivi alle aziende che ospitano i ragazzi.
Secondo, avvicinare i produttori ai consumatori. Con l'istituzione dei mercati contadini per la vendita diretta nelle città e con l'accordo a tre (Regione, associazioni agricole e associazioni dei commercianti) per la vendita dei prodotti agricoli locali in spazi determinati ed assicurati con il metodo del conto vendita o con altri similari. Vi è poi la necessità di garantire prodotti di qualità e biologici per intercettare fette di mercato cospicue, in questo caso è necessario mettere in campo un Biosportello per ambito provinciale. Uno strumento snello ed efficace che lavori sul triplice livello del rapporto con i produttori, con i consumatori e con le scuole.
Terzo, il prezzo del latte ovino. La Sardegna produce latte ovino in quantità e qualità che ci rende leader a livello europeo e mondiale. Dobbiamo essere consci di questo nostro ruolo per costruire il modello di governo della produzione lattiero-casearia. Si parte da un accordo serio tra industriali e pastori, remunerativo per entrambe le parti. Serve un miracolo, ma alla fine il buon senso e la crisi che colpisce tutti metterà accordo i produttori ed i trasformatori in un progetto di filiera dell'agroalimentare.