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Difendiamo la Biblioteca Satta

Migliaia di persone, appartenenti a tutte le fasce sociali e di tutte le età, hanno aderito al gruppo di Facebook “Difendiamo la Biblioteca Satta” creato da Gavino Poddighe, Graziano Siotto e altri, subito dopo la bocciatura in Consiglio regionale di un emendamento che assegnava 200.000 euro al Consorzio per la pubblica Lettura “Sebastiano Satta”.

Le adesioni continuano ad aumentare di giorno in giorno, di ora in ora per sottolineare quanto importante e sentita sia questa istituzione culturale nuorese che ha una storia lunga un secolo, la prima biblioteca sorta in Sardegna, un sistema seguito, copiato e apprezzato in tutta Italia.

Eppure la maggioranza dell’Assemblea regionale ha negato l’assegnazione di un contributo che può permettere alla biblioteca e al Consorzio di sopravvivere e di continuare ad operare in un settore vitale come la cultura e in un’area delicata come quella del nuorese dal punto di vista sociale ed economico.Anzichè scrivere un articolo normale, tradizionale, vogliamo invece riportare alcune frasi molto significative scritte sulla pagina di facebook “Difendiamo la Biblioteca Satta”.

Piergiorgio Arnicchi: “Non posso immaginare Nuoro senza la sua Biblioteca Sebastiano Satta. Non posso immaginare la Barbagia senza il Consorzio per la Pubblica lettura. Ho letto, studiato, scritto, fotocopiato, ascoltato, sorriso, e forse mi sono anche innamorato tra le sue sale, fra i suoi libri. Per me sarebbe come mi bruciassero i ricordi.”

Sara Muggittu: "Rappresenta anche i nostri piccoli paesi che a lei sono consorziati. Se muore lei muoiono anche le nostre piccole realtà”.

Antonietta Cossu:”Difendere e salvare la Biblioteca Satta è un fatto di civiltà. Ma, se per tenerla in piedi a lungo termine,occorre rivedere la riorganizzazione della gestione, perché no? Proposta: abbiamo diversi enti che si occupano di cultura (Etnografico, Man, Tribu, Biblioteca Satta e altri ) perché non unire in un unico ente tutto ciò. Si avrebbe certamente la riduzione dei costi di gestione che verrebbero investiti per fare cultura.”

Daniela Falconi: “Vi ricordate quando qualcuno diceva che con la cultura non si mangia? Io credo che queste scellerate decisioni siano figlie di quell’altrettanto scellerato pensiero. Ogni volta che una comunità viene è privata di una biblioteca, di una scuola, di un luogo in cui si possa confrontare e arricchire la propria conoscenza credo si privi quella comunità della sua libertà.Abbiamo tutti il dovere civico di difendere la Satta e il nostro diritto alla cultura e alla libertà. Lo dicono da cittadina nuorese ma da cittadina della provincia.”

Mauro Moledda: “La Biblioteca Satta è il punto di riferimentoe pietra miliare della diffusione della cultura in Sardigna, perderla sarebbe come rinunciare a 40 anni di vita sociale e culturale. Facciamo che questo non avvenga mai.”

Anna Saderi: “La Biblioteca Satta è un’istituzione democratica, non solo irrinunciabile, a maggior ragione per una città e una provincia provate da tanti problemi, ma soprattutto indispensabile, una risorsa da potenziare costantemente per la crescita culturale e civile dei cittadini e quindi economica del territorio. Non è un caso che i paesi più avanzati e più al riparo della crisi abbiano salvaguardato proprio gli investimenti in cultura e ricerca. Le biblioteche sono però un presidio di democrazia…

Queste sono alcune delle migliaia di pensieri, frasi e considerazioni che troviamo nel gruppo di facebook “Difendiamo la Biblioteca Satta”. E spiegano più di qualsiasi nostro articolo il significato profondo di una questione che interessa l’intera società della provincia di Nuoro e della Sardegna.

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