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Frammenti di cronaca politica. Regione e Comune di Nuoro

Nella prima la politica ha il volto dell'inutilità e dell'inconsistenza, della litigiosità e della mediocrità nel secondo. In regione passiamo da una riunione all'altra, con lunghe e confuse discussioni sempre sugli stessi argomenti, senza nulla decidere. La crisi c'è sempre, più evidente e più grave. La Sardegna scoppia. Interventi zero. In Regione si è riunito ieri il Consiglio degli Stati Generali del popolo sardo, una riunione solenne e autorevole alla presenza di imprenditori, sindacalisti, deputati senatori, intellettuali, associazioni di categoria e, senza diritto di parola una volta tanto, i consiglieri regionali.

Tutta la classe dirigente sarda riunita per fare il punto sulla vertenza Sardegna e trovare le giuste e opportune soluzioni. Apparentemente una grande occasione, dimostratasi alla fine un'altra occasione mancata. Perché manca un disegno complessivo sullo sviluppo e la crescita dell'isola, non c'è un progetto politico forte che trova il consenso della gente sarda, non c'è tensione politica e culturale, manca una guida politica di riferimento che sappia mobilitare attorno ad un progetto gran parte del popolo sardo.

L'attuale Dirigenza è troppo debole, inconsistente, frammentata, inadeguata ad affrontare l'attuale situazione politica, economica e sociale. Ci vuole ben altro. Fra qualche anno ci saranno le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale. Non si possono ripetere i vecchi riti del passato, ricostruire e rattoppare le vecchie coalizioni, ripresentare la stessa classe dirigente che ci ha ridotto in queste condizioni.

Occorre un grande progetto di rinnovamento e di cambiamento nelle idee e negli uomini, per dare alla politica un nuovo volto ma soprattutto una nuova e vitale fiducia. Per restituire alla Sardegna la credibilità perduta, che ritrovi l'unità e soprattutto l'autorevolezza e l'autonomia nel rapporti con lo Stato Italiano. Un progetto nuovo, voluto da uomini coraggiosi, competenti, onesti, che utilizzano la politica per dare dignità, sviluppo e crescita alla Sardegna e al popolo sardo.

Rissa al Comune di Nuoro, dicevo all'inizio. Si è consumata ieri notte una delle pagine più squallide nella storia politica della città capoluogo. Siamo ormai alla conclusione di una vicenda politica contrassegnata da forti contrapposizioni di tipo personalistico, da piccole questioni di bottega, manca un programma, un progetto, un'idea di futuro, manca insomma la politica, quella vera che Nuoro ha conosciuto nei decenni trascorsi.

Nuoro allora era una laboratorio politico, un punto di riferimento per tutta la Sardegna. Abbiamo toccato il fondo. L'Amministrazione comunale in perenne crisi e i Partiti, soprattutto quelli di maggioranza, immobilizzati, incapaci, senza idee e progetti per il presente e per il futuro.

Occorre anche a Nuoro un grande progetto di cambiamento e di rinnovamento, negli uomini, nei programmi e nei metodi di governo. Senza schemi precostituiti. Ma con l'obiettivo di restituire alla Città Capoluogo dignità, fiducia, sviluppo, progettualità, certezza nel futuro. Con un progetto politico e una classe dirigente che sia di riferimento, come nel passato, prima di tutto al resto del territorio provinciale e poi a tutta la Sardegna.

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