Il 6 maggio prossimo si vota per i dieci referendum proposti dal Movimento Referendario sardo. Il Consiglio regionale si è opposto all'"election day" che avrebbe accorpato in un'unica tornata anche le elezioni amministrative. E' la casta che pensa di tutelare privilegi e potere clientelare, sprechi e prebende diffuse, cercando di impedire un'ampia partecipazione popolare al voto che, ne sono certo, ci sarà per affermare un sonoro SI al cambiamento.
I referendum propongono di tagliare i costi esorbitanti del ceto politico, abolendo le Province, a partire da quelle palesemente inutili di recente costituzione, fino a quelle storiche di cui francamente non se ne comprende più l'utilità se non come centri di potere clientelare ad usum di oligarchie di partito e per garantire qualche posto di lavoro a personale politico nullafacente da sempre. E poi ridurre il numero dei Consiglieri Regionali per portarli da ottanta a cinquanta come la regione Liguria che, avendo gli stessi abitanti della Sardegna, ne ha addirittura quaranta.
Le indennità poi sono spropositate e vanno drasticamente tagliate. I referendum propongono anche questo. Chiediamo poi di sancire con legge le primarie per scegliere il candidato governatore della Regione; i cittadini sardi e non i capibastone nei caminetti di qualche cucina rustica devono indicare il candidato delle coalizioni. Le rivoluzioni si fanno partecipando direttamente e il referendum offre questa straordinaria possibilità così come propone che siano i sardi protagonisti delle riforme istituzionali della nostra regione con l'Assemblea Costituente.
Ad opporsi al soffio impetuoso del vento del cambiamento resistono in trincea, ricorrendo persino al Tar, i Presidenti delle Province ( alcuni in verità sono sotto traccia per la vergogna), gli assessori e qualche manipolo di consiglieri abbarbicati alla poltrona. Il 6 maggio 2012 sarà una giornata storica. I sardi andranno a votare in massa per dire SI' al cambiamento e voltare finalmente pagina.
E la storia procederà con passo diverso. Per questo in tanti siamo e saremo impegnati con passione democratica e civile.
Per saperne di più
Il giorno 6 maggio 2012, con un'unica convocazione degli elettori, si svolgeranno i 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali, indetti ai sensi della L.R. 17.5.57, n. 20.