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Il paese è cambiato

Le elezioni costituiscono sempre un fatto di enorme importanza nella vita democratica di un paese, lo sono ancora di più quando queste si svolgono in un momento di grave crisi economica, sociale e politica, sicuramente la più grave dal lontano 1929, o la più grave in senso assoluto. Alla luce di questa importante considerazione un nostro commento sul significato dei risultati elettorali delle amministrative appare quanto mai opportuno e doveroso. Cosa è successo domenica e lunedì nei comuni italiani dove si è votato?

Il primo dato eclatante: crollano gli elettori, si è verificato un autentico sciopero dal voto. L'astensionismo sale ad un livello mai raggiunto. La maggior parte dei sindaci è stata eletta da meno della metà degli elettori. In alcune città, come Genova dove pure ha vinto il centrosinistra, si è recato alle urne appena il 40 per cento dei cittadini. Sei genovesi su dieci, ma questo è solo un esempio, non si sono recati alle urne. Cosa significa questo rifiuto del voto.

E' solo il sintomo di una semplice protesta o rappresenta invece un significato più profondo? E', a nostro avviso, l'espressione di un giudizio decisamente negativo sulla rappresentazione della politica attuale, a tutti i livelli. Manifesta la rottura di un rapporto di fiducia tra cittadino e la rappresentanza politica. C'è la voglia di cambiamento del "sistema" nel suo complesso.

Il secondo fatto eclatante è la vittoria di Grillo e del suo movimento a Parma che ha eletto il sindaco Pizzarotti con il 60 per cento dei voti rispetto al 40% del rappresentante del centrosinistra. Un risultato "rivoluzionario" per il significato politico e per le ripercussioni che avrà sul quadro politico generale del paese.

E' anche questo un segno di semplice protesta? O piuttosto un bisogno di voltare pagina? Sì, c'è la richiesta di una politica diversa, alla quale i partiti tradizionali non sembrano più in grado di dare risposta. C'è la domanda di un nuovo progetto di società in cui torni a prevalere l'equità, la giustizia sociale, l'etica pubblica e la solidarietà umana. Tutti valori profondamente marginali nel sistema di "capitalismo finanziario" oggi dominante in Italia e nel mondo.

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