Ho sempre fortemente creduto che il sistema Istruzione-Cultura-Ambiente sia la chiave di volta per il rilancio economico e sociale del Nuorese. Un sistema da declinare anche come Agricoltura-Artigianato-Turismo, che passa attraverso il Sapere, Conoscere e Tutelare e che lega indissolubilmente il presente e il futuro di Università, della Scuola Forestale, dell'Ailun, della Biblioteca Satta, del sistema museale, degli enti regionali del sistema ambientale e della gestione delle risorse idriche.
Un nuovo progetto per il centro Sardegna, che, partendo da Nuoro, veda coinvolti e integrati l'Ogliastra, la Gallura e l'Oristanese.
Ma perché questo progetto non decolla? La mia risposta è netta e incontrovertibile: per l'inconsistenza e mancanza di autorevolezza della rappresentanza politica locale - di cui anch'io faccio parte - che si limita ad intervenire sul ricorrente problema autunnale del mancato o tardivo arrivo dei fondi o dei tagli o dei mancati stanziamenti in sede di approvazione della finanziaria regionale. Ogni anno, ritualmente, sulla spinta dell'emergenza prendono il via gli impegni e gli emendamenti per tutelare nostri sacrosanti diritti che ogni anno, sistematicamente, l'Assemblea regionale tenta di trasformare in straordinarie concessioni! Sento già la solita musica che diffonde le note dolenti del patto di stabilità e della carenza di risorse finanziarie.
Balle!
Basta infatti considerare che:
1. l'Università Nuorese costa alla Regione molto meno della Sponsorizzazione del mondiale Rally e comunque poco più di quel milione e cinquecentomila euro con cui il Presidente della Giunta regionale ha finanziato la vela di Mascalzone latino, (Onorato-Cin-Tirrenia. tanto per intenderci!);
2. La Scuola forestale, (se finisse il falso e strumentale valzer della localizzazione, utile soltanto a chi vuole speculare sull' ex albergo Esit!), costerebbe un terzo di quanto costa annualmente alle casse regionale il Teatro lirico di Cagliari;
3. l'Ailun non vale meno di una sfilata di moda, né La Biblioteca Satta meno di una fiera a Shangai e comunque insieme costerebbereo alle casse pubbliche meno dell'idrovora Parco del Molentargius;
4. il nostro circuito museale - con in testa l'Irse e il Nivola - camperebbero tre anni con quanto spende la Presidenza della giunta in un solo anno con NOVAS ( sono convinto che oltre l'80% dei sardi non sa cos'è!), o con il costo dei manifesti "istituzionali" di Carnevale o Pasqua in Sardegna;
5. la ragionevole e naturale delocalizzazione nel nuorese degli enti del sistema ambientale e idrografico non costerebbe niente, anzi costituirebbe un risparmio.
6. patto di stabilità: la scelta delle priorità è in capo alla Giunta regionale, è una scelta politica decidere se, in un evidente momento di crisi, viene prima la pubblicità istituzionale, (42 milioni in due anni!), e le clientelari e inutili consulenze milionarie o l'Istruzione, la Cultura, l'Ambiente.....lo Sviluppo.
Solo l'unità di intenti e l'impegno consapevole e costante dell'intera classe dirigente Nuorese e di quella responsabile della Sardegna potranno determinare un rapido cambiamento, e l'Università di Nuoro può essere la bandiera di un nuovo corso.
Personalmente vorrei contribuire a fare sistema intorno a questo progetto, ma mi rendo conto che ancora una volta sarà difficile superare l'atavica diffidente apatia nuorese, vero cancro del nostro mancato sviluppo.
* Consigliere regionale