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Buco nell’acqua a Lodine

Grande partecipazione, sala piena, gente in piedi, ieri a Lodine per il convegno su ambiente e cultura. Quindi attese e aspettative, anche perché, almeno nelle intenzioni degli organizzatori e nostre, dell'associazione Carrus in particolare, senza giri di parole, il tema era: sasso nello stagno dell'immobilismo, riparliamo di Parco del Gennargentu. Molta gente, perché l'idea era buona, perché insieme all'asso industria, Università e ass.ne Berlinguer, l'abbiamo voluta e attraverso l'uso massiccio dei networks, l'abbiamo capillarmente diffusa.

Conclusioni? Un buco nell'acqua. E lo dico con mestizia. Mi aspettavo una presa di coscienza intelligente, moderna, efficace, all'altezza dei tempi e della crisi che morde le caviglie nel centro Sardegna.

Ci aspettavamo che, soprattutto i sindaci, spingessero per soluzioni alte, ripartendo magari dalle certezze ambientali e di sviluppo che offre " la pentola d'oro", definizione di Massimiliano Meloni, dell'ambiente centrale dell'Isola, unico nel mediterraneo e forse in Europa; che si ripartisse dalle certezze giuridiche poste sul tavolo dal prof. Dorsogna e che accrescono potenzialità e orizzonti alla stessa normativa della 394/91; che si cogliessero insomma le opportunità per uscire dalla cantieristica una tantum e per pensare in grande: brand unificante per le produzioni, scienza e cultura, nuove imprese, " mettere a reddito" una risorsa con attrattori ambientali che elevano l'asticella della competitività in Italia e nel mondo, come attraverso l'intervento di Massimiliano, ha chiesto Confindustria.

Ancora orizzonti chiusi, lancette dell'orologio agli anni settanta, politichetta del cortile di casa, occhi offuscati dall'immediato, saga delle lamentazioni.

Il progetto "Supramonte", bignamica parodia del parco, è naufragato in un cantiere semestrale, con un po' di ossigeno a a scadenza, come le mozzarelle, magari con soddisfazioni reciproche tra assessori regionali, satrapi eroganti e amministratori locali compiacenti.

E' stato ovvio, per le conclusioni, giochicchiare. Pittalis e Soru se la sono cavata senza alcun impegno, anzi! L'uno, Pittalis, laudator temporis acti, quando egli elargiva risorse, da assessore alla programmazione, alle imprese del centro Sardegna e quindi portando a teorema la distribuzione a pioggia, senza disegno, senza orizzonte e senza futuro, Carpe diem. Naturale, senza che nessuno ieri abbia rovesciato il tavolo, la sua opposizione passata, presente e futura a qualsiasi disegno di parco; anzi la smaccata riproposizione della farsa di un nuovo pacchetto di interventi da concordare con Soru,nella prossima finanziaria. Vago e acido sapore elettorale.

Ha sdegnosamente scansato la trappola, l'ex Presidente; ma anche lui non ha avuto il colpo d'ala. Fermo nella visione immaginifica del giardino dell'Eden: orto, grano, produzione, sotto casa, magari di qualità; paesetti lindi, Sanluri o Lodine o Talana meglio di Is Mirrionis. Letteratura bucolica. Niente sugli strumenti, niente soprattutto di quel coraggio che ,in una assemblea infuocata a Orgosolo, da Presidente, l'aveva spinto almeno a citarla la parola Parco.

Ci abbiamo messo l'impegno di settimane e di mesi, ma a Lodine un buco nell'acqua.

* Associazione Nino Carrus

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