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Lettera aperta ai candidati sardi. Metano si – Metano no

Metano. Da anni si parla di portare il metano in Sardegna, unica regione d'Italia e d'Europa sprovvista di questa importate fonte energetica, ma fondamentale per lo sviluppo futuro della Sardegna e per eliminare in via definitiva una delle diseconomie che ne blocca la crescita e la competitività. Il progetto Galsi che avrebbe dovuto portare il gas algerino in Sardegna si è bloccato per lo scandalo di tangenti che vede coinvolte società italiane ed algerine e per l'instabilità politica in cui si trova l'Algeria. A questo punto la realizzazione del gasdotto rischia di saltare, secondo le previsioni di politici ed esperti del settore.

Fonte strategica. Un fatto è comunque certo: la Sardegna non può restare più a lungo senza metano. Non possiamo lasciare la nostra isola senza una fonte energetica così strategica come il gas per le ricadute positive sul tessuto economico e produttivo nel suo complesso e per l'abbattimento delle tariffe energetiche con risparmi del 30-40% per le famiglie e per le imprese sarde. Il progetto è indispensabile per dare alla Sardegna la possibilità di competere con i costi energetici delle altre regioni, avvicinando l'isola al centro dell'Europa ed attenuando gli effetti negativi dovuti alla nostra insularità.

Galsi. Ora, se è vero che il progetto Galsi non ha più futuro, si deve puntare su idee e progetti alternativi, invertendo il percorso del gasdotto e dando perciò priorità alla realizzazione della condotta che parta dalla Toscana e via Corsica arrivi fino alla Sardegna. In questo modo saremo alimentati dal gas che proviene dalla penisola e resteremo parte del sistema. Per la realizzazione di quest'opera pare siano già disponibili, con fondi europei e regionali, un miliardo e duecento mila euro forse sufficienti per dare esecuzione ad un lotto funzionale di una infrastruttura strategica per lo sviluppo della Sardegna.

Appello. A questo punto rivolgiamo un forte appello ai candidati sardi presenti in tutte le liste perché, con una dichiarazione preelettorale, sostengano la realizzazione di questo progetto nel nuovo parlamento e presso il prossimo governo perché può essere la prima tappa di un nuovo processo di sviluppo che liberi la Sardegna dalla dipendenza energetica e la renda uguale alle altre regioni italiane ed europee. Diciamo ai nostri candidati che è arrivato il tempo di cambiare e di esercitare finalmente, con iniziative unitarie, la sovranità di un popolo che pretende la soluzione dei suoi problemi e la difesa degli interessi dei sardi.

P.s. O sono in campo proposte e progetti alternativi al metano, seri e concreti, che servano comunque a risolvere in Sardegna il problema energia e ad abbatterne i costi per le imprese e per le fmiglie?

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