Eh si...sembrerebbe solo la piana di Ottana, quel deserto dei Tartari, luogo di macerie e di sogni infranti. Cosi' non e'; basta spostarsi di qualche kilometro, seguendo il grande fiume con le sue anse e le sue ansie. Altre piane, altre illusioni cresciute con il debito pubblico e spezzate con straordinario disincanto, simboli e memorie di finanze allegre e di destini di sottosviluppo.
Passateci, a piedi: campi da tennis sterminati, campi da bocce, fantasie di un futuro che doveva essere diverso, lontano e strappato alle fatiche della terra e degli ovili della piana del Goceano. Oggi ricoveri cadenti per qualche animale solitario.. Ancora, Horse-country, ippodromo, strutture immense, costose, sbarrate in una vergognosa solitudine.
Non solo Ottana. Anni ottanta, furore espansivo delle comunità montane, anche a 200m s.l.m. Tutto era consentito:
Sogni di gloria, sperperi, guerre cruente per entrare nelle giunte, prebende, progetti e parcelle, insomma debito pubblico. Oggi solo macerie, pugno nell'occhio e cazzotto allo stomaco per generazioni senza futuro. Naturalmente tutto in un processo di esautoramento dei comuni; sovracomunale era bello e risorse a gogo'.
Ma la Storia non sempre e' magistra vitae! Faremo tra non molto l'elenco delle macerie delle Province. Resistono. Alcuni capeggiano gli irriducibili, mantenuti, spreconi, inutili. Persino circondati oltre che dal disprezzo, dal torbido senso di ridicolo. Resistono. Vengono spazzati via naturalmente. E lasceranno ruderi e montagne di macerie.
C'e' una sorta di nemesi, percorrendo la piana: la Natura si rigenera e si rimpossessa del suo. Vegetazione, mandrie, pascoli, aziende, ovili. Nuova vita che e' anche antica. Ma non e' un ritorno al passato. E' la cancellazione di quel passato, con quelle facce; il resto e' futuro, anche da qui.