Blog

La connessione dei trasporti parte dalla rete

La prima notizia che vorrei sottoporre ai lettori del Blog dell'Associazione 'Nino Carrus' è che ad Ottobre, o comunque in Autunno, ci sarà un convegno incentrato sui trasporti nel centro Sardegna. In particolare sui trasporti merci. Nella riunione preliminare, tenuta a Luglio, sono emerse delle questioni che vorrei sintetizzare in breve per far sì che il prossimo evento di Ottobre, non resti un caso isolato, o pretenda di completare un problema tanto spinoso e complesso come la situazione dei trasporti in Sardegna. Il punto nodale è uno, ed è sotto gli occhi di tutti: lo stato oggettivo dei trasporti nell'isola.

Nell'occasione della riunione preliminare mi sono presentato come un 'utente' dei trasporti. Anni di vita in viaggio, inevitabilmente (anche quando davvero lo vorresti evitare), ti portano prima o poi, ad affacciarti a questa dura realtà della situazione sarda che urla non solo vendetta ma un profondo scandalo.

La prima considerazione che feci da 'utente pensante' è stata che la demagogia dei trasporti da e per la Sardegna (la cosiddetta continuità territoriale) finisce per assorbire le tante risorse pubbliche (milioni di euro) e le attenzioni di bandiera di tutti, senza che poi si sani – o almeno si tenti di sanare – la situazione dei collegamenti interni tra porti ed aeroporti (in qualunque latitudine ci si trovi) con il resto dell'isola. Davvero inutile parlare di continuità territoriale se poi manca una mobilità interna! Le persone in Sardegna non devono solo arrivare, ma anche sapersi muovere liberamente all'interno dell'isola, possibilmente con un servizio efficiente che le invogli a ritornare senza macchina (costo nave risparmiato, e dunque più turismo per tutti). Questo è un diritto, prima ancora che una carta importantissima e inderogabile per la crescita del turismo.

La domanda conseguente è: dopo la flotta sarda, quanti euro ha speso Cappellacci per la sostenibilità della mobilità interna nell'isola? Esistono, nell'isola, zone davvero tagliate fuori da ogni tipo di collegamento sostenibile. Quali sono gli strumenti che la Regione ha messo in campo in (quasi) cinque anni di Governo?

Seconda considerazione nata a margine del prossimo convegno sui trasporti merci, quale è l'attenzione che si intende riservare in Sardegna al trasporto civile? Il trasporto delle persone è economia troppo spesso sottovalutata, in particolare d'estate...

A riprova che parlare dei problemi comuni, anche quando si hanno posizioni diverse, e punti di vista differenti, fa bene a tutti, il ragionamento sviluppato in quella sede portò ad alcune considerazioni che ho avanzato e che qui mi piacerebbe sottoporle all'attenzione dei lettori della 'Nino Carrus'.
Perché le idee, credo, hanno valore solo quando possono essere condivise e quindi migliorate.

Il Marghine, come molta parte della Sardegna, soffre della situazione insostenibile di Ferrovie dello Stato e Ferrovie della Sardegna che, pur essendo una la costola dell'altra, stentano a dialogare con orari, informazioni, risposte, servizi, tra gomma e rotaia, coordinati, ma soprattutto necessari e quindi utili alla popolazione che ne usufruisce, e non solo a chi materialmente organizza o conduce i mezzi.

La proposta di un pollicino che colleghi i paesi limitrofi a Macomer, è stato sperimentato negli anni, pare essere controproducente rispetto ai numeri e ai costi. Un'altra soluzione plausibile sembra quella avanzata dal dott. Gianni Mura rispetto alla chiamata diretta, di un Radio Taxi (come avviene in città), per gli spostamenti mirati e soprattutto legati in maniera diretta ai costi sostenuti. Altra proposta arriva da Fabrizio Mura che parla, riprendendo il concetto di città del Marghine, di nuova mobilità in queste aree.

La dimensione delle connessioni dei paesi isolati, che molto spesso vengono eletti da vacanzieri o emigrati di ritorno, o ancora da persone stanche del frastuono e dallo stress cittadino, oltre che per gli stessi abitanti, impongono di pensare ad un sistema di rete capace di coprire con servizi intelligenti diverse zone, per promuovere gli spostamenti utili alle persone, alle necessità (si pensi al Poliambulatorio), all'economia del luogo, se si vuole che ancora più persone arrivino e per evitare che chi viene anche una volta sola se ne vada deluso.

A questo punto la proposta: perché il Marghine, e quindi l'Unione dei Comuni, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni che ricadono nel distretto, non si dota di un servizio wi-fi libero e gratuito (un partenariato), utile a tanti scopi di comunicazione tra gli utenti, ma anche e soprattutto utile per un servizio Taxi che agevoli gli spostamenti in tutta l'area, che sia in collegamento con gli orari, coincidenze e servizi di mobilità già presenti tra Nord e Sud, Ovest ed Est dell'isola dalle FS? Sarebbe un servizio in grado di informare sulla rete, e di essere alla portata di smartphones, pc, o anche di telefoni tradizionali, per una mobilità interna che davvero manca nel territorio.

In attesa che la Regione si doti di un piano dei trasporti che comprenda tutto il territorio dell'isola può in questa maniera il Marghine diventare un modello da emulare, magari anche in altre zone? Questo rappresenterebbe non solo un esempio e un tentativo di risolvere in cooperazione un problema che spaventa molti visitatori di passaggio qui, e non solo i residenti. È possibile con una soluzione davvero alla portata di costi e benefici che il centro della Sardegna inizi a dialogare tra sé, tra amministrazioni in primis, ma in seconda battuta anche connettendosi con il resto del mondo? Serve un'infrastruttura informatica su cui far viaggiare idee, soluzioni, persone, merci. È questa, credo, la prima continuità territoriale da attuare. Idee e strumenti alla portata di tutti: in grado di mettere in atto proprio quelle idee.

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS