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Marghine, tra crisi e prospettive politiche. Paolo Maninchedda e i Sindaci

Al "grido di dolore" dei sindaci del Marghine sulle prospettive politiche ed economiche del territorio e all'accusa di "insufficienza" nella rappresentanza del Centro Sardegna e nella predisposizione di soluzioni adeguate alla gravità dei problemi mossa ai partiti tradizionali, ha risposto nei giorni scorsi il consigliere regionale Paolo Maninchedda, che si è confrontato con gli amministratori della zona nella sede dell'Unione dei Comuni.

Nei giorni scorsi i sindaci avevano incontrato il deputato di Sel Michele Piras. Maninchedda ha ringraziato i sindaci per le parole di stima a lui dedicate nel documento diffuso nelle scorse settimane e ha ricordato che, come ha sempre detto, non intende ricandidarsi alla carica di consigliere regionale. Li ha dunque invitati ad individuare un nuovo punto di riferimento che rappresenti con forza gli interessi legittimi del Marghine.

Ha poi invitato i sindaci ad elaborare una strategia comune per il territorio in vista delle elezioni regionali. Ha detto quindi che l'abolizione delle province per Marghine, Goceano, Montiferru e basso Logudoro è un'occasione da non perdere per aggregarsi in "enti intermedi più aderenti alla realtà dei rapporti sociali ed economici fra questi territori e alla natura delle infrastrutture di trasporto".

Ha poi raccomandato l'unità nella "difesa dell'unica vera zona industriale del Nuorese che è quella compresa tra Ottana e Macomer." Ha inoltre suggerito la trasformazione degli interventi nelle aree boschive "da misure di welfare a misure più propriamente di investimento". Ha infine raccomandato una grande battaglia per risolvere l'emergenza educativa, con un forte coinvolgimento del sistema scolastico e delle associazioni sportive e del volontariato.

Maninchedda ha concluso manifestando il timore che se il territorio non dovesse riuscire ad esprimere nelle prossime elezioni regionali un candidato non vincolato a rapporti subordinati con Nuoro e con i principali partiti nazionali, le attività e i finanziamenti impostati saranno fortemente a rischio.

* La Nuova Sardegna

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