Alla situazione drammatica sul piano sociale e, in particolare, dello sviluppo e dell'occupazione che vivono i paesi ricompresi nell'ara di crisi di Tossilo, si è cercato di dare risposta anche attraverso l'iniziativa promossa dalla Provincia di Nuoro, dai Sindaci dei cinque comuni che fanno capo all'area industriale di Tossilo, alla presenza del Bic, delle OO.SS. e della confindustria nuorese con l'Assessore Regionale alla Programmazione Paci, in cui si è affrontato il tema della rimodulazione e dell'utilizzo delle somme residue relative all'accordo di programma sottoscritto nei primi mesi del 2010.
Nell'incontro è stato ribadito il contesto di estrema difficoltà che affronta questo territorio che ha visto la chiusura, nel volgere di pochi anni, di importanti aziende del settore tessile che davano occupazione diretta a diverse centinaia di lavoratori e, attraverso l'indotto, creavano condizioni di lavoro al ricco e qualificato tessuto di aziende locali cresciute nel territorio del Marghine.
Una vera emergenza sociale che con il probabile ridimensionamento o con il venir meno degli strumenti previsti dagli ammortizzatori sociali rischia di divenire non controllabile e sostenibile.
Anche per tutto questo i Sindaci hanno chiesto alla Regione Sarda di intervenire con convinzione ed efficacia, in accordo con il territorio del Marghine, per porre in essere strumenti e azioni consone alla particolare gravità della situazione.
In primo luogo si è chiesto di stabilire con precisione l'entità delle risorse residue e soprattutto di far sì che queste restino della disponibilità esclusiva di questo territorio e delle aziende esistenti o che possano insediarsi o avviarsi ex novo. Inoltre l'aver ormai sufficientemente analizzato le cause delle difficoltà che hanno fortemente penalizzato o condizionato negativamente l'attuazione dell'accordo di programma del 2010 deve consentire, nell'immediato, di porre in essere correttivi sostanziali che invertano la rotta e facciano ridiventare appetibile questo strumento.
A volte considerato a torto o a ragione da alcuni come non utile, talvolta dannoso in particolare per l'eccessivo appesantimento burocratico. In primo luogo è necessario renderlo più immediato, flessibile e meno farraginoso superando l'eccessivo appesantimento burocratico-amministrativo, di cui lo stesso Assessore Regionale ha ammesso le carenze. In particolare si è evidenziata la difficoltà dell'accesso al credito delle aziende e individuata la possibilità, per le stesse aziende, di concedere prestiti a tasso zero da restituire in un certo numero anni. Inoltre si è chiesto che vengano consentiti gli interventi di implementazione o completamento per le attività che hanno già avuto un primo finanziamento, che vogliano ulteriormente investire e far crescere attività e occupazione. Incrementare nel territorio i servizi alla persona con la creazione della nuova RSA e il rafforzamento dei servizi agli anziani anche attraverso il potenziamento delle strutture residenziali ad essi dedicate. Sostenere e rafforzare il già importante polo dell'agroalimentare nel suo complesso e, in particolare, quello della lavorazione delle carni anche attraverso azioni di sistema con il GAL e altri soggetti istituzionali e non che in sinergia possono creare forti condizioni di sviluppo nel settore. Individuare la risorsa identità, cultura, archeologia, ambiente, sport e impiantistica sportiva come filiera da valorizzare in chiave economica e di sviluppo del territorio, tutto questo in un contesto di accessibilità da garantire a tutte le disabilità. Rafforzare i centri di istruzione e della conoscenza anche attraverso il polo tecnico tecnico professionale. Inserire azioni mirate di formazione professionale solo ed esclusivamente legate alle esigenze delle aziende e dei settori che le richiedano.
E' stata sottolineata con forza la necessità di individuare azione concrete, anche attraverso lo scouting d'impresa, la fiscalità di vantaggio per le aziende insediate, i servizi che rendono competitiva l'area industriale, da parte della stessa Regione Sarda per il necessariio rilancio dell' industria e specificatamente del settore manifatturiero. In particolare può essere significativo il possibile rilancio dell'attività di un'azienda come l'ex calzificio Queen per le quale possono esserci ancora condizioni di riutilizzo di macchine e strutture anche a partire dall'iniziativa degli stessi ex dipendenti.
* Sindaco di Borore e Presidente Unione di Comuni del Marghine