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Ottana, è partita la rivoluzione digitale

È partita da Ottana la rivoluzione dei Champions Digital, i campioni del digitale che puntano a trasformare la Sardegna in un'isola virtuale e moderna, all'avanguardia sul fronte della rete e delle innovazioni del sistema informatico.

La scommessa è partita dalla prima riunione plenaria dei Digital Champions che si è tenuta sabato scorso nel paese del centro Sardegna e alla quale hanno partecipato gli aderenti all'associazione che ha lo scopo di portare in ciascun comune dell'isola le innovazioni della rete, allargando così le frontiere di internet.

Una sorta, come la chiamano loro, di "evangelizzazione" digitale per abbattere i limiti del cosiddetto "digitale divide" e mettere tutti i comuni dell'isola al passo con i sistemi moderni dell'informazione e dei processi decisionali aperti al mondo virtuale. Per farlo puntano a istituire in tutti i 377 comuni dell'isola un ambasciatore dell'innovazione che avrà il compito di prendere per mano istituzioni e gente comune per rapportarsi quotidianamente con i nuovi dispositivi tecnologici.

Una carica, quella di ambasciatore digitale, istituita dall'Unione europea nel 2012 e recepita in Italia lo scorso anno. I primi 8 digital champions della Sardegna sono stati nominati il 20 novembre scorso a Roma alla presenza del premier Matteo Renzi. Oggi sono già 54. «In due mesi – ha detto Nicola Pirina, referente in Sardegna del progetto che a livello nazionale fa capo a Riccardo Luna – contiamo di essere 377». Tanti quanti sono i comuni dell'isola. A Ottana, dove si è tenuto il primo meeting ufficiale dei Digital Champions, si sono incontrate due generazioni: i nati nell'era digitale e quelli che, al digitale, si sono dovuti convertire.

Un confronto a viso aperto, dal quale è scaturito il percorso da seguire per dare un contributo fondamentale al miglioramento, nel breve periodo, della capacità collettiva di cambiare le cose attraverso la leva del digitale. Loro, d'altronde, di internet, sono campioni. «Ci stiamo allenando seriamente per giocare al meglio la partita del digitale– ha detto Nicola Pirina – Dobbiamo fare molta palestra perché serve allenamento per aprire le porte, per far circolare le informazioni e farle diventare idee. Siamo pronti a partire – ha aggiunto – per una straordinaria rivoluzione pacifica che questo esercito di volontari sogna di portare avanti in ciascuno degli oltre otto mila comuni italiani». Una rivoluzione gratuita visto che i digital champions non hanno staff, né budget, né retribuzione.

* La Nuova Sardegna

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