Scrive il regista Giuseppe Tornatore - Oscar 1988 - Repubblica del 23 marzo "Una città che non ha cinema è come un volto senza occhi. Per questo la perdita di tante piccole sale, che sono spesso l'unico, esclusivo baluardo culturale in cittadine di poche migliaia di abitanti, è un danno gravissimo. Questi piccoli cinema debbono essere salvati...."
Il rito antico della proiezione può rivivere con il blu-ray | di Giuseppe Tornatore
Nella scuola dove studia mia figlia, che frequenta la I media, mi è stato chiesto di organizzare un piccolo ciclo di proiezioni per gli alunni. Fra i film da mostrare ho scelto anche Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, un'opera lontanissima dai gusti dei ragazzi di oggi. Sapevo che era un rischio perché il film è in bianco e nero e il racconto si svolge con ritmi diversi da quelli a cui sono abituati gli adolescenti dei nostri giorni. Insomma ero preparato alla possibilità che molti spettatori si sarebbero stancati e se ne sarebbero andati prima della fine. Invece nessuno si è mosso, tutti sono rimasti coinvolti. Merito ovviamente della qualità del film, ma anche del fatto che la proiezione era stata organizzata in una vera sala cinematografica.
Sono convinto che se avessi fatto vedere Ladri di biciclette agli stessi spettatori sul monitor di un computer non sarebbe stata la stessa cosa. Il rito della proiezione pubblica sul grande schermo non è una cosa di poco conto. Il cinema è un magico luogo di incontro e d'incantesimo. Uno schermo acceso è la promessa della possibilità di un riscatto, di una speranza. Una città che non ha cinema è come un volto senza occhi. Per questo motivo la perdita di tante piccole sale, che sono spesso l'unico, esclusivo baluardo culturale in cittadine di poche migliaia di abitanti, è un danno gravissimo. Questi piccoli cinema devono essere salvati. Non si può aspettare che i costi della digitalizzazione diminuiscano, come pure avverrà, ma è necessario intervenire subito perché, abbandonate a se stesse, le strutture si degradano rapidamente e quando le prime crepe appaiono non c'è più speranza di salvare la sala. In alcuni casi, le amministrazioni locali dovrebbero avvertire il dovere di intervenire anche con finanziamenti a fondo perduto per consentire la riconversione dei cinema al digitale. In casi particolari, ovvero peri cinema che sono le uniche strutture esistenti in un certo raggio di chilometri, si potrebbe perfino consentire la proiezione dei film in formato blu-ray, come in qualche caso già avviene con buoni risultati tecnici nella programmazione extracommerciale dei cineclub.