È da quando si è iniziato a parlarne che seguo, così come tante altre persone, la vicenda del Cinema Costantino e della possibile chiusura dell'attività.
Lo faccio prima di tutto come cittadino macomerese, che vede in questa attività, così come è già stato scritto più volte, un pezzo fondamentale della storia, della cultura e della vita sociale dell'intero territorio del Marghine.
Lo faccio, non secondariamente, come componente dell'Associazione Nino Carrus la quale, nella persona del suo Presidente, Fausto Mura, ha già ricordato, spiegato ed evidenziato, in modo molto più chiaro ed esaustivo del mio, il ruolo insostituibile e irrinunciabile del Cinema Costantino per Macomer e non solo.
Si è parlato (e scritto) delle difficoltà oggettive, ormai insormontabili, che incontra la famiglia Barria nel gestire l'attività per gli alti costi ad essa correlati; si è discusso, e si continuerà a farlo, su quanto potrebbe o dovrebbe fare l'amministrazione comunale per scongiurarne la chiusura; lo stesso Fausto Mura ha suggerito soluzioni che prevedono il coinvolgimento di altri soggetti, enti e associazioni che possano subentrare nella gestione di uno spazio tanto importante, quanto impegnativo da gestire, sotto diversi punti di vista.
All'interno di questo dibattito, a volte aspro e acceso, non posso non chiedermi però, che ruolo svolge, o dovrebbe svolgere, il semplice cittadino non solo di Macomer, ma dell'intero territorio.
Me lo chiedo conoscendo già la risposta, rafforzata quest'ultima dalle considerazioni fatte dalla mia illustre concittadina, Geppi Cucciari.
Proprio quest'ultima infatti, intervenuta sabato sera in occasione dell'ultima rappresentazione della stagione teatrale, ha voluto manifestare il suo sostegno alla famiglia Barria ed esprimere l'auspicio che venga scongiurata la chiusura della storica attività.
Sempre Geppi però, diplomaticamente, ma altrettanto efficacemente, ha chiaramente detto che per il futuro sperava che "dei cittadini più partecipi, sarebbero riusciti a diventare il pubblico migliore che ci potesse essere"; questo alla luce del fatto che, nonostante quella di sabato fosse l'ultima rappresentazione della stagione (non vogliamo nemmeno pensare che possa essere l'ultima definitivamente), "in galleria ci fossero solo otto persone".
Della serie, va bene, se possibile, un sostegno da parte dell'amministrazione; va bene, se possibile, il coinvolgimento di altri soggetti nella gestione dell'attività; ma senza la partecipazione convinta dei cittadini alle attività del Costantino non si va da nessuna parte.
Lo stesso Mariano Barria ha detto di come, qualche volta, abbiano proiettato un film solo per due persone presenti in sala, ed io stesso (facendo eccezione per il film di Checco Zalone ,"Sole a catinelle", per il quale, tanta era la gente che non era riuscita ad entrare per assistere all'unico spettacolo in programma, che si era dovuto ricorrere a uno spettacolo extra), ho assistito a più di una proiezione, compreso il (per me) bellissimo Django Unchained di Tarantino, con al massimo altre trenta persone presenti tra le due sale.
Ora, sia chiaro, non mi sogno nemmeno di dubitare del fatto che per tantissime persone, la chiusura del Costantino rappresenterebbe una perdita, anche solo affettiva, sentita e sincera, così come non mi sogno nemmeno di fare i conti in tasca a nessuno, a maggior ragione in un periodo drammatico come quello attuale in cui, anche il costo di un biglietto può rappresentare un extra che non sempre ci si può permettere.
Ho però altrettanto sinceramente paura che, sino a quando la gente non riprenderà a frequentare nuovamente e assiduamente il teatro, e soprattutto il cinema, qualsiasi soluzione rappresenterà solo un paliativo temporaneo.
Solo per questo, e lungi dall'anche più piccola polemica, il titolo di questa riflessione "non solo flash mob", che anzi, riferendomi ovviamente a quello che si è svolto sabato sera proprio in difesa del Costantino, è stato un modo valido e piacevole per esprimere l'importanza che questo spazio ha per tantissime persone.
Non posso non concordare però, con quanto affermato sempre sabato dalla bravissima Geppi:
"Tutti ora ci devono mettere del proprio: chi decide, chi gestisce e chi paga il biglietto".