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Energia e trasporti. I costi dell’insularità

Energia e trasporti, problemi fondamentali per lo sviluppo della Sardegna e delle zone interne in particolare. Lo diciamo da anni, ne discutiamo nei nostri convegni con esperti, amministratori ed economisti: le diseconomie derivate dall'elevato costo delle energia e dei trasporti condizionano in modo forse determinante la crescita della nostra economia: a Tossilo e Ottana, nella Sardegna centrale, nelle zone interne, in tutto il territorio isolano.

Finalmente la Regione Sarda e il Governo centrale provano ad individuare i possibili interventi per abbattere i costi dell'insularita della Sardegna. Il gap costa un miliardo e cento milioni secondo i calcoli del Crenos, il Centro ricerche economiche Nord e Sud, che aggiunge "bisogna abbattere in fretta l'handicap di partenza altrimenti sarà impossibile persino provare a salire sull'ancora incerto treno della ripresa. Senza l'intervento dello Stato la Sardegna da sola non può farcela. Su trasporti ed energia serve una compensazione dal Governo."

Un miliardo e cento milioni all'anno: è il prezzo pesante che la Sardegna paga da sempre per la sua insularità. E' il peso dell'essere un'isola, uno status geografico immutabile, che finora ai sardi non è stato riconosciuto né dallo Stato e né dall'Europa. Una mazzata per qualunque economia, persino per la più florida, figuriamoci per una situazione economica disastrata come quella sarda, o quella delle zone interne in particolare, dove i costi e le diseconomie sono ancora maggiori perché entrano in ballo altri fattori che ben conosciamo.

Un miliardo e cento milioni quindi è la cifra quantificata dal Crenos per i disagi e gli svantaggi che derivano dalla nostra situazione geografica. Seicento sessanta milioni all'anno per coprire le distanze dalla terra ferma; quattrocento quaranta milioni per il costo aggiuntivo della bolletta energetica perché la Sardegna è l'unica regione in Italia che non ha il metano. Come si può pensare, con questi dati, di avere un'economia che sia competitiva in un mercato sempre più globalizzato? Come possiamo rilanciare i settori produttivi ( industria e agroalimentare) delle aree interne della Sardegna che presentano ulteriori gravami infrastrutturali e ulteriori costi aggiuntivi?

Senza risposte adeguate l'economia della Sardegna non ha futuro. Bisogna rimuovere una volta per sempre gli ostacoli storici e la Sardegna da sola non può farcela. Lo Stato, il Governo Centrale, l'Europa debbono rendere operativi gli interventi necessari per eliminare il gap della nostra insularità. La Regione sarda da parte sua deve dare finalmente risposta ai problemi delle Zone interne. Usciamo dalla discussione dei tavoli tematici e passiamo alla fase operativa. Certo, i territori debbono presentare idee e progetti credibili, efficaci, ma soprattutto innovativi che servano a far ripartire il nostro sistema economico.

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