A Sennariolo, Sindaci e Amministratori comunali della zone interne e delle aree periferiche della Sardegna hanno discusso, in modo approfondito e appassionato, sullo spopolamento dei piccoli paesi sardi e sulle politiche necessarie per bloccare questo preoccupante fenomeno. Molte le proposte scaturite durante il dibattito che verranno successivamente raccolte e presentate in un manifesto politico e programmatico per la difesa e la rinascita delle comunità interne della nostra isola.
Una proposta che ha trovato l'unanimità degli interventi riguarda la scuola e la cultura, considerati settori fondamentali e strategici per creare sviluppo e favorire la crescita di quella parte interna della Sardegna che è attraversata da una profonda crisi sociale, economica e demografica e che tenderà sempre di più ad aggravarsi se la politica regionale non interverrà, in tempi brevi, con le risorse e gli strumenti annunciati e previsti nei documenti di programmazione regionale e territoriale.
Quindi interventi per una scuola funzionale, efficiente, innovativa e a dimensione territoriale che apra nuove prospettive occupative e formative a tanti nostri giovani. Per una cultura sempre più diffusa con iniziative che coinvolgano le popolazioni, il territorio, il mondo della scuola e la società nel suo complesso.
Si deve purtroppo rilevare che alcune scelte politiche regionali vanno in direzione contraria rispetto a questi obiettivi. A Macomer, nel centro della Sardegna, da anni viene organizzata, con risultati complessivamente positivi, la Mostra regionale del libro, un tassello importante di un progetto di sviluppo basato sulla centralità della cultura. L'Assessore regionale all'Istruzione da mesi blocca l'iniziativa perché intende ridisegnare il progetto con l'inserimento di Cagliari e Alghero. Macomer e il Centro Sardegna, in buona sostanza, perdono la loro centralità e ancora una volta le aree interne vengono penalizzate in favore di centri che hanno ben altre potenzialità di sviluppo. Un fatto politico di estrema gravità.
Uguale discorso, forse anche più preoccupante, vale per l'Istituto Tecnico Superiore (ITS) che a Macomer opera già dal 2011 e che ha avuto nel territorio, e non solo, delle ricadute positive sul piano strettamente formativo ma soprattutto sul piano occupazionale. La Regione o meglio l'Assessorato alla pubblica istruzione cosa fa? Anziché valorizzare e rafforzare l'Its di Macomer, istituisce e finanzia, anche se ancora non operativi, due nuovi corsi a Cagliari e a Sassari nello stesso settore dell'agroalimentare già funzionante nel capoluogo del Marghine. Un disegno che privilegia sempre di più la politica bipolare Cagliari/Sassari.
Bene fa il sindaco di Macomer Antonio Succu a contestare con forza questa politica fortemente discriminante nei confronti di un'area, Marghine e Sardegna Centrale, che attraversa una crisi profonda e rispetto ad un settore, quello della cultura, che rimane centrale nell'attivazione di un nuovo processo di sviluppo. Forse è opportuno, visti i risultati, che il Presidente della Regione e la Giunta nel suo complesso, prendano in mano in modo collegiale, tutta la politica che riguarda il settore dell'istruzione e della cultura, con particolare riferimento agli interventi previsti per Macomer e per le comunità dell'area centrale della Sardegna.
A questo punto però, è necessario che su questi problemi ci sia una grande mobilitazione popolare. Non lasciamo solo il sindaco di Macomer a combattere una battaglia politica che interessa e coinvolge tutto il territorio del Marghine e della Sardegna Centrale. La Cisl provinciale e la Confindustria nuorese, con il presidente Bornioli, hanno già dichiarato il loro importante sostegno a difesa dei problemi delle zone interne.
Ritroviamo adesso e valorizziamo l'unità del nostro territorio, dei nostri territori. Ci va di mezzo il futuro dei nostri figli e delle nuove generazioni.