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Il territorio azionista di se stesso. Riflessioni personali in vista del 16 gennaio 2016

Caro Presidente, ho riflettuto molto sul come evadere la Tua gentile richiesta di un articolo, perplesso nel mio solito intimismo, stupito ogni volta che qualcuno mi chiede di condividere un pensiero, perché reputa interessante condividerlo nei propri canali.

Il primo passo è di gratitudine per chi come Te ed insieme a Te, indomiti di frontiera, non si stancano mai né si danno per vinti, consapevoli che tutti i territori hanno necessità dei resilienti dell'innovazione, vero cuore sociale per il paese. Il ruolo dei facilitatori del territorio, oggi più che mai indispensabile, deve oscillare tra gli stimoli al nuovo ed il risveglio delle coscienze, vera nevralgia di questo paese, oramai stanco anche nel darsi per vinto davanti ad ogni questione. Ma io no, Tu no, tutti Voi dell'Associazione Nino Carrus, no, questo è il tema centrale. E per fortuna non siamo soli. E sai qual è la novità? Ci riusciremo e su questo non ho dubbi.

E l'attività da portare avanti deve essere ad ampio spettro, perché deve andare dalle contingenze sociali più urgenti, alla semina di reinterpretazione dell'impegno politico non dipendentista, all'apertura di finestre per i nuovi processi e strumenti. E questo mi pare che facciate con grande impegno da anni, è questo lo spirito con cui mi hai avvicinato, è questo il motivo per cui sento la necessità di essere al vostro fianco, a Macomer il 16 gennaio 2016 alle Caserme Mura ("Innovare il locale. Il territorio azionista di se stesso" Imprese Innovative a confronto), così come altrove.

Perché nessuno di noi deve fare l'errore di pensarsi all'interno di confini geografici e/o amministrativi, men che meno in un'isola come la nostra e nell'era dell'economia della conoscenza. E nessuno deve fare l'errore di andar da solo, da soli non si vince anche perché abbiamo visto fallire troppi sedicenti salvatori della patria. E nessuno deve essere lasciato da solo nelle giuste lotte o battaglie nei territori.

Tu mi chiedi sempre perché insisto sulla relazione tra territori ed innovazione. Mi chiedi perché parlo non più di sola economia della condivisione ma di economia generativa. Perché sono i territori il vero bene rifugio del futuro. Solo i territori che si metteranno in testa di produrre e di offrire quel che gli altri vogliono, cercano e comprano, avranno un futuro degno di questo nome. E non dovremmo più discutere di spopolamento ed invecchiamento. Ma serve l'impegno di tutti. Insieme.

Non penso che per gli anni a venire ci sarà spazio per ennesimi piani industriali calati dall'alto, né possibilità di riuscita per nuovi piani assistenziali che portano a fare azioni solo per la caccia al quattrino. Peraltro sempre fatte da chi di sviluppo economico evidentemente non comprende granché. I ragazzi, gli studenti, i genitori, le scuole, le università, i parroci, i sindaci, tutti, dobbiamo mutare atteggiamento, non pensare che da qualche parte ci sia sempre unu babbu mannu che arriva a risolverci i problemi.

Sono consapevole che noi tutti per ora siamo nani sulle spalle dei giganti. Per me appassionato di cultura sociale, ad esempio, so di non essere Lussu e così via per gli altri. Ma è dalle spalle dei giganti che si vede lontano. Ogni generazione deve ben interpretare il suo ruolo per contribuire in maniera concreta anche con piccoli passi. Nascerà presto un altro gigante che ne genererà altri ancora. È la storia, è il mercato.
Voglio territori vivi che leggono in maniera contemporanea quel che possono essere per se e per gli altri. Mi spiego con due esempi.

Sai quanto io sia feroce verso le rappresentanze di interessi. Penso che abbiamo difficoltà ad essere reali interpreti delle presenti necessità degli associati. Prendiamo ad esempio Confcommercio, al cui interno hai Federalberghi e le tutele per il mondo della ristorazione. Non ci crederai mai, ma ho assistito ad un tavolo dove la più grande confederazione datoriale si mette seduta con i più influenti interpreti della sharing economy e reciprocamente si davano appuntamento ad un tavolo di lavoro per riscrivere insieme la semplificazione normativa che gli consentirà poi di poter fare squadra e gioco comune per passare dall'essere competitor rivali a diventare forze che remano entrambe nella stessa direzione per portarsi clienti a vicenda.

Altro esempio è Sardex. Citando il pensiero con cui Carlo Mancosu spiegava il proprio business alla Camera dei Deputati (Carlo è uno dei fondatori di Sardex, a mio modesto avviso uno dei pochi veri giganti di quest'era, con tanti nani che provano a salire sul carro): "Sardex elimina i conflitti di interesse nei territori, lavora nelle comunità, sul territorio e per i territori, genera legami fiduciari tra i membri, è impegnata nella costruzione di una comunione di intenti, agevola le sinergie tra i partecipanti e crea occasioni di networking. Sardex è la costruzione nei territori di una "coscienza del noi" capace di ripensare il ruolo delle economie locali nel mondo in cui viviamo. Sardex ripensa le basi teoriche dei processi economici in ambito locale al fine di abilitare gli operatori economici locali a cogliere le opportunità che il sistema globale mette a disposizione ed al contempo di offrire loro gli strumenti utili a proteggere i singoli sistemi locali dai rischi esogeni a cui il sistema globale stesso gli sottopone."

Questi sono due esempi distanti che spiegano chiaramente quel che ho in mente e quel che mi impegna nei miei lavori quotidianamente. Questo è quel che vorrei discutessimo a Macomer col Vostro pubblico. È questo che intendo quando dico che il territorio solo può essere azionista di se stesso.

Uniamoci ed aiutiamoci. Ce la faremo.
E come sempre io lo dico a Voi ma Voi per piacere ditelo a tutti: AVANTI TUTTA, SEMPRE!


Chi è Nicola Pirina. Classe 1974. Nato a Quartu Sant'Elena. Sardo, figlio, fratello, marito, padre (2) amico. Giurista impegnato nei processi di innovazione per lo sviluppo locale. Esperto in innovation management, innovation strategist con esperienze in attività di progettazione , coordinamento e comunicazione di progetti di sviluppo locale e d'innovazione. Consulente senior con consolidata esperienza maturata in numerose attività manageriali, anche all'estero, a favore di amministrazioni pubbliche e privati, Diverse start up attivate. Scrive her passione. A volte lo pubblicano. Tale altre cose è direttore scientifico del progetto "Make in Nuoro) che si sta realizzando proprio a Nuoro su iniziativa della Camera di Commercio presieduta da Agostino Cicalò.

Sarà l'animatore della manifestazione che si terrà a Macomer il 16 gennaio nel Centro dei Servizi Sociali dal titolo "Innovare il locale. Il territorio azionista di se stesso" Imprese Innovative a confronto.

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