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16 Dicembre 2015
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Emiliano Deiana*
Alcuni giorni fa si è svolto a Tempio Pausania l'evento pubblico di illustrazione del progetto territoriale strategico costruito dalle Unioni di Comuni di Gallura e Alta Gallura con i Comuni di Trinità d'Agultu e Vignola, Valledoria e Viddalba in risposta alla 'Manifestazione di interesse finalizzata all'acquisizione di proposte per la realizzazione di progetti in attuazione della strategia regionale della programmazione territoriale' pubblicata dalla Regione Sardegna.
Crediamo che quello messo in piedi dalla Gallura sia un importante esempio, espressione di grande consapevolezza e responsabilità, che dovrebbe essere seguito anche dagli altri territori, sia quelli che si stanno muovendo in senso analogo e, soprattuto, quelli che invece non hanno ancora intrapreso un percorso condiviso ed unitario per il proprio sviluppo.
Pubblichiamo di seguito l'intervento introduttivo svolto da Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas, in occasione dell'evento dell'11 dicembre.
Buongiorno a tutti,
Un saluto al Vicepresidente della Giunta Regionale e Assessore della Programmazione Raffaele Paci, all'Assessore al Turismo Francesco Morandi, ai sindaci, agli amministratori, alle forze sociali e sindacali, alle forze imprenditoriali e a tutti gli intervenuti.
Questa, per la Gallura, è una giornata importante.
Ed è una giornata importante che arriva da lontano e nasconde molte altre giornate più silenziose, ma altrettanto intense, piene di impegno, di lavoro, di chilometri, di confronti.
È, questa, una giornata che arriva da lontano.
A seguito della pubblicazione del Bando per la Progettazione Strategica Territoriale l'Unione dei Comuni dell'Alta Gallura ha deciso di organizzarsi e di costruire, nei temi e nelle impostazioni, la propria candidatura.
La prima riflessione che abbiamo fatto in maniera congiunta questa estate è stata la seguente: "il nostro territorio per la sua conformazione, le nostre comunità per lo loro identità e la nostra economia per la propria struttura hanno bisogno di aprirsi ad altri territori, ad altre comunità, ad altre strutture economiche".
L'Alta Gallura, pur nella sua fortissima identità, non può bastare a se stessa.
Nell'attività di referente politico di questa Manifestazione di Interesse che immeritatamente il Presidente Stefano Pisciottu mi ha assegnato ho avuto chiare tre parole (e tre concetti che vi sottendono): cooperazione, integrazione, condivisione.
Cooperazione e mutualità fra gli attori istituzionali del territorio; integrazione con altri soggetti istituzionali dei territori limitrofi; condivisione degli obiettivi e delle strategie generali di progetto.
In questi mesi abbiamo aperto discussioni e interlocuzione coi comuni di Trinità d'Agultu, Valledoria e Viddalba che non appartenevano alla nostra Unione di Comuni; con l'Unione dei Comuni di Palau, Arzachena, Telti, Sant'Antonio e La Maddalena; con l'Unione dei Comuni dell'Anglona e con la Comunità Montana del Monte Acuto.
Con queste due ultime aggregazioni intercomunali non volevamo che le due grandi *emergenze* - in termini di problema e di opportunità - geografiche ed ambientali (il fiume Coghinas e il Monte Limbara) non fossero il confine, ma la cerniera dei nostri territori.
Benché non abbiano aderito alla nostra Manifestazione di Interesse siamo convinti che, nelle forme che la progettazione comunitaria 2014-2020 ci consente, dialogheremo e progetteremo insieme nell'ottica della cooperazione e dell'integrazione.
Alla fine abbiamo costruito un'aggregazione forte e coesa che mette insieme 17 comuni e, cosa più importante, 17 comunità aperte e dialoganti; due Unioni di Comuni; oltre 74.000 abitanti e un pezzo fondamentale del territorio della Sardegna.
Abbiamo deciso di chiamarla *Città di Paesi* perché pensiamo che nella modernità debba prevalere la logica dell'essere rete, la mutualità, la cooperazione e l'integrazione.
I paesi più piccoli e marginali riconoscono ai tre centri di maggiori dimensioni demografiche - Tempio, La Maddalena e Arzachena - il ruolo che a loro compete e loro riconoscono ai paesi e al territorio non solo il diritto all'esistenza, ma anche il vantaggio proprio di non avere il deserto intorno, per non diventare esse stesse, nei decenni, il deserto.
In questo contesto, nelle amministrazioni e nei luoghi, c'è piana consapevolezza che il fenomeno dello spopolamento non riguarda solo i più piccoli, ma tutta la Sardegna e che per porvi un argine serva una politica demografica adeguata, una politiche per le famiglie moderna ed europea, una politica abitativa e insediativa legata all'innovazione, ma che serva soprattutto lavoro.
Serve, meglio, la capacità dei luoghi e delle persone che li abitano di creare opportunità nuove di lavoro.
Per questo motivo la nostra manifestazione di interesse non è una *lista della spesa* nè, tantomeno, un freddo elenco di opere pubbliche.
Le opere pubbliche le chiediamo e le chiederemo con molta forza nei tavoli negoziali, ma nell'ottica dell'integrazione e del servizio al sistema produttivo locale e di tutti i cittadini che lo vivono e lo abitano.
In questi anni di Prgrammazione comunitaria questo territorio privilegerà la logica della cooperazione sovracomunale, il completamento, l'integrazione, la ristrutturazione alla logica della *cattedrale nel deserto*.
La nostra idea è quella di scrivere, con le persone che vivono e operano in questi nostri luoghi, un Piano di Sviluppo Locale autentico, vero, attuabile, modulabile e che abbia budget di spesa chiari per le imprese, per la loro nascita, per il loro rafforzamento, per le start-up, per l'innovazione; chiederemo che il Piano di Sviluppo Locale abbia un alto gradi di flessibilità e di modulabilità nel tempo che ci consenta, poiché non saremo esenti da errori di valutazione o cambiamenti dello scenario, di correggere la rotta.
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Gli interventi che seguiranno - in particolare quelli degli imprenditori - ci parlano di luoghi e di territori la cui ricchezza e complessità sono una sfida e una opportunità per tutta la Sardegna.
Il turismo, il vino, l'allevamento bovino, il sughero sono la traccia sulla quale costruire un Piano di Sviluppo Locale innovativo, moderno, attento ai luoghi e alle persone che li abitano.
Abbiamo necessità di investire sulla qualità sui servizi; abbiamo bisogno di creare reti di impresa; di avere e di dare di noi un'immagine alla Sardegna e al mondo intelligente, aperta, dialogante.
Dobbiamo, con questo Piano di Sviluppo Locale, costruire reti: fra le imprese, fra le comunità, fra le persone, fra le istituzioni.
Dobbiamo sostituire la logica della lamentazione con l'etica della collaborazione.
Questo territorio ha potenzialità immense da offrire ai propri cittadini, alla Sardegna e al mondo: mare, spiagge, ambiente, produzioni, luoghi, paesaggi.
Dobbiamo investire e chiedere di investire in maniera prepotente sull'istruzione, sulla cultura. Noi vorremmo promuovere un ritorno acculturato alla terra, alle produzioni, ai luoghi, agli spazi.
Noi rilanciamo in chiave moderna la *cultura degli stazzi* come punti non solo di vita familiare, ma anche economica: una rete di solidarietà antiche, di mutualità, di collaborazione e, perché no?, di competizione.
Come detto: il turismo di qualità, la rete di imprese, i servizi, il turismo ambientale, il settore del sughero rispetto al quale aspettiamo che la Giunta regionale approvi presto il Piano Integrato di Filiera, il settore del vino che ha una carica di innovazione incredibile, la mobilità sostenibile, i parchi, le aree protette, il sistema fluviale e lacustre del Liscia e del Coghinas, la foce e la Bassa Valle del Coghinas con le sue produzioni agricole, il Monte Limbara, le Terme di Rinaggiu e di Casteldoria, la costa che va da Valledoria ad Arzachena, l'Isola de La Maddalena, la portualità, il dialogo transfrontaliero con la Corsica, l'allevamento bovino, i percorsi naturalistici e religiosi sono tutti temi sui quali costruiremo il Piano di Sviluppo Locale.
Un Piano di Sviluppo Locale nel quale affermeremo il diritto dei cittadini e delle imprese all'accesso alla rete e al definitivo superamento del divario digitale.
Noi vogliamo che il nostro territorio, i nostri cittadini, le nostre imprese, i nostri ragazzi abbiano gli stessi diritti digitali dei cittadini di una qualunque capitale d'Europa perché ogni diritto di cittadinanza e ogni nuova possibilità di progresso umano e scientifico passa dall'avere accessibilità alla rete.
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Noi crediamo che per il nostro Piano di Sviluppo Locale la .regione debba investire molti milioni di euro.
Ma non siamo al mercato e non vogliamo parlare di cifre: si sappia solo che le aspettative di questo territorio sono enormi.
E lo diciamo non in un'ottica di rivendicazione, ma in una prospettiva di opportunità per tutta la Sardegna: se la Gallura si mette in marcia si trascinerà dietro tutta la Regione.
Noi, in un panorama istituzionale anche e difficile, abbiamo dimostrato compattezza, velocità, e chiarezza di idee.
Questa Manifestazione di Interesse ce la siamo costruita in casa senza spendere un euro di denaro pubblico e siamo nelle condizioni, in pochi mesi, di costruire un parternariato pubblico-privato forte e di definire con esso strategie ed azioni.
Lancio una sfida a noi stessi e alla Regione: entro il mese di aprile dobbiamo portare a termine il percorso e definire l'Accordo di Programma coi budget di spesa e i finanziamenti.
Questo non è il momento della lentezza e della chiacchiera, ma dell'impegno, della operatività e del lavoro.
Perché mai come in questo momento abbiamo chiare le difficoltà e le sofferenze dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, dei giovani che quel lavoro non lo hanno mai avuto, delle imprese che hanno chiuso e delle attività che hanno cessato la loro produzione.
Richiamiamo la Giunta Regionale ad interventi risolutivi a favore dei lavoratori della Zir di Tempio che da quasi un anno non percepiscono il loro stipendio in un'ottica di rilancio dell'intero comparto del sughero e dei lavoratori della Saremar.
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Concludo.
Franco Arminio scrive: "c'è da stendere un progetto che sia percettivo, che riguarda veramente il luogo di cui si parla, perché il logo esiste.
Scrivere un progetto che contenga parole che si usano nel corso dell'amore o di una conversazione fra amici o le parole che ci vengono quando siamo soli, felici o spaventati.
Un progetto che non voglia esibire il suo sapere, ma il suo amore per il luoghi, il suo essere prua nello stagno dell'indifferenza e della rassegnazione.
Prima delle misure, degli incentivi, dei finanziamenti serve un cuore collettivo che non sia vigliacco.
Serve qualcosa che unisca i nostri stracci per farne un vestito bellissimo".
GRAZIE
*Intervento del Sindaco di Bortigiadas in occasione dell'avvio del Tavolo Istituzionale sulla Progettazione Territoriale Strategica.