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14 Marzo 2016
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Alessia Meloni
È di questi giorni la notizia che entro la fine dell'estate dell'anno prossimo 313 comuni della Sardegna saranno serviti dalla fibra ottica per consentire in queste aree riconosciute come le più "svantaggiate" una connessione internet superveloce.
Nel 1994 in Liguria una società privata incaricò l'architetto Giancarlo De Carlo di progettare il recupero del borgo medievale Colletta di Castelbianco dotandolo delle più avanzate infrastrutture tecnologiche di telecomunicazione. Oggi Colletta si presenta come una borgata rinata e offre servizi di albergo diffuso e di telelavoro coniugando le esigenze della vita contemporanea con una qualità della vita garantita dal rapporto armonico con l'ambiente e i suoi abitanti.
Il futuro dei nostri piccoli centri sta in queste parole chiave: conservazione – recupero – tecnologia. E su queste la regione Sardegna investì bene negli anni passati e continua a farlo tuttora. Tuttavia il passato ci insegna che cinque anni son sufficienti per creare strategie illuminate e captare fondi di investimento, ma non sono mai abbastanza per rendere partecipi le comunità, ovvero gli unici enti che potranno e dovranno poi farli fruttare e sostenere affinché gli obiettivi strategici specifici siano raggiunti.
Ben venga allora che anche nei nostri piccoli centri si cominci a parlare non più di spopolamento, ma di internet veloce e open data accanto a modelli propositivi di telelavoro, coworking, servizi diffusi (alberghi, punti ristoro, comunità-alloggio, scuole), che consentano di svolgere la quotidianità contemporanea in quei luoghi rurali tradizionalmente caratterizzati da un sistema costruttivo e distributivo flessibile e adattativo.
È di questi giorni la notizia che entro la fine dell'estate dell'anno prossimo 313 comuni della Sardegna saranno serviti dalla fibra ottica per consentire in queste aree riconosciute come le più “svantaggiate” una connessione internet superveloce.
Nel 1994 in Liguria una società privata incaricò l'architetto Giancarlo De Carlo di progettare il recupero del borgo medievale Colletta di Castelbianco dotandolo delle più avanzate infrastrutture tecnologiche di telecomunicazione. Oggi Colletta si presenta come una borgata rinata e offre servizi di albergo diffuso e di telelavoro coniugando le esigenze della vita contemporanea con una qualità della vita garantita dal rapporto armonico con l’ambiente e i suoi abitanti.
Il futuro dei nostri piccoli centri sta in queste parole chiave: conservazione – recupero – tecnologia. E su queste la regione Sardegna investì bene negli anni passati e continua a farlo tuttora. Tuttavia il passato ci insegna che cinque anni son sufficienti per creare strategie illuminate e captare fondi di investimento, ma non sono mai abbastanza per rendere partecipi le comunità, ovvero gli unici enti che potranno e dovranno poi farli fruttare e sostenere affinché gli obiettivi strategici specifici siano raggiunti.
Ben venga allora che anche nei nostri piccoli centri si cominci a parlare non più di spopolamento, ma di internet veloce e open data accanto a modelli propositivi di telelavoro, coworking, servizi diffusi (alberghi, punti ristoro, comunità-alloggio, scuole), che consentano di svolgere la quotidianità contemporanea in quei luoghi rurali tradizionalmente caratterizzati da un sistema costruttivo e distributivo flessibile e adattativo.