L'associazione culturale Nino Carrus persegue, dall'anno della sua fondazione, il 2005, l'obiettivo di migliorare la cultura, lo sviluppo economico e sociale delle popolazioni della Sardegna. Propone e attua iniziative per suggerire alla classe politica sarda possibili soluzioni, ad esempio, per prevenire e contrastare lo spopolamento, in corso dell' intera isola e, in particolare, delle zone interne: Nuorese, Barbagie, Ogliastra, Goceano, Marghine. I governanti sardi si sforzano di intervenire, ma le azioni promosse sono insufficienti: si pensi alla sola istruzione primaria: asili, elementari e medie inferiori.
Non si riesce, infatti, a coordinare ed armonizzare le scuole statali con quelle private, non si riesce a eliminare le pluriclassi, non si riesce a dare alle istituzioni scolastiche una dirigenza a tempo pieno, stabile, motivata, preparata, dotata di poteri e di strumenti adeguati: molti dirigenti scolastici sono chiamati a supplire in due o più (talvolta in cinque) istituti comprensivi .
Fin quando il vertice scolastico sarà costretto a lavorare in tali condizioni, non potrà, in nessuno degli istituti, dare un livello sufficiente di prestazioni: anzi, non potrà dare prestazione alcuna! Tanto vale sopprimerlo! E pertanto, i piani di offerta formativa, la vigilanza e i controlli sull' operato e i risultati di tutti: docenti e discenti, viene meno.
L' esercizio della funzione di controllo nella scuola dell'infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado, è ormai un ricordo di altri tempi. Parrebbe che non sia più utile controllare: l'adeguatezza e il comportamento dei docenti (ma non solo), la qualità della lezione impartita agli alunni, che non sia più necessario controllare l'attività e l'operato del personale ausiliario. La scuola merita di avere quotidianamente i controlli, la supervisione e la vigilanza dei dirigenti. E altri, a loro volta, debbono controllare la qualità e l'appropriatezza dei dirigenti scolastici.
Nello sfascio della scuola sarda (ma non solo) non risultano iniziative dei governanti sardi per: a) assicurare nella scuola dell' obbligo l' apprendimento delle regole e dei valori fondamentali della convivenza civile, per l' apprendimento della capacità di leggere e di scrivere, per l' apprendimento della matematica e delle lingue: della lingua sarda, della lingua italiana e di una lingua straniera; b) dare a ogni istituto comprensivo un dirigente a tempo pieno e personale ausiliario (bidelli/e/ /factotum) in numero adeguato; c) restituire dignità a tali scuole, dove i bambini, gli scolari e gli studenti siano desiderosi di andare e dove possano amare l'impegno per lo studio e l' apprendimento, dove inizino a diventare e a sentirsi "piccoli uomini istruiti " e " piccole donne istruite", desiderosi di continuare il percorso scolastico fino all' università o, in difetto, possano essere desiderosi di progettare una attività lavorativa; d) impedire che siano centri di spaccio di droghe, palestre di addestramento di teppistelli e piccoli vandali, luoghi di incontro di adolescenti confusi e disorientati; e) assicurare, anche oltre la recinzione dell' istituto scolastico, in misura adeguata, un polmone di sicurezza bonificato da spacciatori e giovinastri.
A parere di molti, e anche di chi scrive, tra le azioni utili per contrastare lo spopolamento, in particolare delle zone interne della Sardegna, quelle dirette a potenziare la scuola dell' obbligo sono prioritarie: molte famiglie si inurbano anche solo per assicurarsi scuole (non tanto migliori) quanto facilmente raggiungibili e prive dei difetti maggiori: pluriclassi, docenti di anno in anno diversi e difetti simili.