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I Centri sardi per l'apprendimento: la formazione continua come volano della crescita socioeconomica

Pubblichiamo l'elaborato di Silvia Peri su "I Centri sardi per l'apprendimento: La formazione continua come volano della crescita socioeconomica", che ha partecipato alla Quinta edizione Nino Carrus 2019, dedicato al tema: "Come creare lavoro nei paesi delle aree interne della Sardegna: Proposte", aggiudicandosi il premio speciale Tirrenia.

 


Abstract

 I dati sull'abbandono scolastico in Sardegna sono preoccupanti e viaggiano in parallelo allo spopolamento delle aree interne e alla disgregazione del tessuto socioeconomico. Le linee guida a livello europeo richiamano all'urgenza di invertire queste tendenze, riportando la partecipazione al mercato del lavoro in linea con la media dei paesi dell'Unione, soprattutto per le fasce a rischio esclusione (giovani e donne in primis). La mia idea è di portare i Centri Sardi per l'Apprendimento (i Sardinian Learning Centers, nome con cui il progetto è stato affinato negli USA) in tutti i comuni interni dell'isola, dove abbandono scolastico e disoccupazione sono particolarmente elevati. Seguire i figli nello studio senza una rete efficace di supporto, dovendo anche fronteggiare lunghe distanze e isolamento geografico, diventa un impegno che spesso costringe le madri a lasciare il proprio lavoro o a non cercarne uno.

I Sardinian Learning Centers aiuterebbero a connettere, con velocità e alta percentuale di successo, i genitori in cerca di aiuto per i propri figli con la migliore soluzione possibile in termini di efficacia, personalizzazione e organizzazione, ottimizzando il tempo extrascolastico. I destinatari saranno inizialmente i genitori di bambini e ragazzi under 18, ma l'intenzione è di ampliare i servizi anche ad altri target: universitari, lavoratori della conoscenza, imprenditori, adulti costretti a reinventarsi in ambito lavorativo, over 65 (in costante crescita nell'entroterra sardo). Una ricerca esplorativa svolta in primavera mi ha permesso di studiare i bisogni sia dei destinatari sia delle risorse umane da impiegare nei Centri per l'Apprendimento.

I risultati fanno propendere per un servizio con caratteristiche diverse rispetto all'offerta sia pubblica sia privata attualmente diffusa nei comuni sardi. Progetti simili già avviati di recente in altre regioni d'Italia e in tutto il mondo hanno raccolto un ampio sostegno pubblico da parte delle istituzioni e della comunità scientifica. Esiste, inoltre, una fattibilità tecnica che viene testata con successo ogni giorno nei centri italiani e stranieri: portarla in Sardegna aiuterebbe a riempire gli spazi occupazionali ora vacanti per i professionisti della scienza cognitiva e a ridurre i margini che oggi separano molti residenti in Sardegna dall'accesso alla migliore riabilitazione e alle tecniche di miglioramento mentale per tutte le età.

Alcuni piccoli centri di eccellenza sopravvivono qui al momento: consentire loro di entrare in una rete che può fornire supporto teorico e tecnico, supervisione, coerenza metodologica, assistenza e controllo dei risultati può solo alimentare la competitività del mercato sardo per la formazione su temi attuali come l'accessibilità ai servizi specializzati, l'inclusione, la sostenibilità sociale e culturale, per aiutare le famiglie ad esprimere tutto il loro potenziale e a non disperdersi lungo il percorso formativo e lavorativo.

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