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Vi racconto una bella storia

In queste settimane in 16 comuni della Gallura sono in fase di realizzazione decine di interventi per circa 32 milioni di euro.
Dopo 5 anni di impegno un progetto che abbiamo chiamato "La città di paesi" sta facendo lavorare centinaia di persone (tecnici, imprese, fornitori, operai etc).

Non c'è nulla di più bello, nell'amministrazione, quando le idee si trasformano - attraverso l'impegno - in "cose".
Ho avuto l'onore di coordinare quel progetto sulla Misura 5.8 della Programmazione Territoriale con l'aiuto insostituibile di tutti i colleghi sindaci e della struttura amministrativa dell'Unione dei Comuni "Alta Gallura".
Potevamo fermarci?
Potevamo cullarci su qualche alloro?
Potevamo solo fare l'elenco delle decine di progetti che si stanno realizzando a Arzachena, ad Aglientu, a Tempio, Calangianus o Santa Teresa (e in tutti gli altri paesi)?
No.
Da mesi avevamo predisposto l'evoluzione del progetto "La città di paesi della Gallura".
Presentarlo - come Manifestazione d'interesse - sulle possibilità fornite dal Recovery Fund ne è solo l'evoluzione naturale.
Perché "La città di paesi" non è una "domanda", una semplice "richiesta di finanziamento" è un metodo di lavoro che servirà certamente sul Recovery Fund, ma anche sui nuovi fondi della Programmazione Ue 2021-2027 o per concorrere al Premio Europeo del Paesaggio o alla Capitale della Cultura o per promuovere la cultura degli stazzi presso l'Unesco.
Fin dall'inizio abbiamo pensato non a dirci cosa farà "mamma Regione" per noi: ma a dire cosa possiamo fare noi per la Sardegna.
È un cambio di paradigma che ci fa passare da attori passivi ad attori attivi del cambiamento necessario.
Tutto perfetto? No, affatto.
Abbiamo fatto molti errori che si potranno correggere in futuro.
Ma una cosa è certa: abbiamo un Modello.
Infine: sui fondi del Recovery Fund c'è da capire come lo Stato e la Regione vogliono trattare tutti i territori che stanno fuori dalle città metropolitane. Abbandono o investimento?
Noi pensiamo che bisogna investire sui nostri territori: in sanità e istruzione; in infrastrutture e connettività; in beni comuni e sul capitale umano.
Pensiamo anche che la nostra area progetto, da sola, non basti: ha necessità di portarsi dietro tutte le aree marginali della Sardegna. La nostra, evidentemente, può dialogare con il Monte Acuto e la Bassa Gallura; parlare a pari livello con Anglona e Coros; con Logudoro, Goceano e Meilogu. E, perché no?, con tutto il nuorese.
Ognuno mantenendo la propria specificità territoriale, ma rafforzandoci l'un l'altro anche in termini meramente numerici.
Forse è il caso che si inizi a pensarci in maniera diffusa e collettiva.
La città di paesi c'è. E può essere un modello replicabile e adattabile in tutte le aree interne e marginali della Sardegna.

 

* Presidente Anci Sardegna.

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