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Riflessioni sul programma 2022 proposto dall’Associazione “Nino Carrus”

L'irruenza della pandemia ha disegnato nuovi orizzonti di quotidianità dove le persone hanno dimostrato di muoversi con caparbietà. Una situazione inusuale dove è stata messa alla prova la possibilità di stare insieme in una condizione di distanziamento forzato. Non per questo però l'ordinario è stato stravolto dallo "straordinario" perché le comunità hanno comunque sentito il bisogno di "acquistare" idealmente e vicendevolmente quei beni relazionali costruiti con fiducia e solidarietà, che solo apparentemente non hanno un valore monetario ma valgono molto di più.

L'architettura amichevole del programma proposto dall'Associazione Nino Carrus per il 2022 mette al centro del dibattito popolare proprio questi beni e i valori della reciprocità, le fondamenta delle realtà in cui cerca di essere presente per restituire la voce ai territori e ai cittadini e alle cittadine che vi abitano. Il pregio di queste iniziative è quello di non "dimenticare nessuno" con attività trasversali che, consapevoli di non poter mandare in oblio i mali dei giorni nostri, puntano i riflettori sulle rinnovate opportunità di uno sviluppo inteso nella sua triplice dimensione: micro/meso/macro.

Una "chiamata alle armi" per riattivare processi di responsabilità civile e promuovere tanto il protagonismo dei piccoli borghi quanto gli intenti dei giovani capaci di dimostrare che vivere nelle aree interne si può, sviluppando capitale sociale, umano, creativo. E poi non lascia nei confini neppure quelle piaghe, come la violenza di genere, che solo una rivoluzione copernicana ricucita sulla cultura e sul lavoro di rete può affrontare, anche qui, sempre a partire dal futuro delle comunità: i giovani e le giovani!

Di rilievo sono poi le azioni di sistema volte a ragionare sulle politiche, sull'arduo mandato degli amministratori locali nel "nostro tempo", sul tema dell'innovazione nell'imprenditoria giovanile, sulle ribaltabili opportunità del PNRR per restituire il "paradiso delle certezze" (solo apparentemente perduto) alle zone interne dell'Isola e non solo. Un programma scritto a più mani dove le Persone sono al centro di un dibattito aperto a tutti: questa l'anima di un programma che vuole stare nei territori, nel rispetto delle regole, oggi imposte da un'emergenza sanitaria che ha lanciato nuove sfide per le comunità e nelle comunità.

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