Intervento preparato per il convegno "Tossilo: quale futuro?" e non discusso durante il dibattito.
Da vecchio pensionato avevo pensato, ho pensato di non intervenire più nei dibattiti pubblici. E' arrivato il tempo dell'ascolto. Ho già parlato abbastanza, forse troppo, per almeno 50 anni.
Però il tema di questa sera "Quale futuro per Tossilo. il rilancio del consorzio e dell'Area industriale " mi spinge ad abbandonare per un momento il tempo dell'ascolto. E' una parte importante della mia storia di cittadino del Marghine e di Amministratore del Consorzio industriale di Macomer /Tossilo.
Come è una parte importante per molti altri cittadini e amministratori del Marghine. Macomer e Tossilo con le grandi aziende industriali del Tessile (Alas, Texal , Intex, Calzificio Queen e Tirsotex ) del settore caseario ( Di Trani, Albano, Bozzano, Auricchio, Laccesa) e con altre importanti imprese ( La birreria e le Ferrovie complementari) sono la nostra storia.
Macomer è la prima città a carattere industriale della provincia di Nuoro e forse della Sardegna. Ha avuto sempre una cultura industriale. Bene ha fatto l'Associazione Nino Carrus con la collaborazione dei Comuni di Macomer, di Borore, dell'Unione dei Comuni ad organizzare questo incontro, su un problema vitale per lo sviluppo del Marghine, e non solo, oggi in profonda crisi.
Se n'è parlato in diversi incontri organizzati sempre dall'associazione Nino Carrus, ma in termini superficiali. Oggi se ne parla in modo più approfondito, più concreto e più propositivo. Si sono create in questi anni situazioni estremamente gravi e preoccupanti, forse uniche, non solo in Sardegna ma anche in Italia.
Ne cito alcune:
1) Sono trascorsi 17 anni dall'inizio del commissariamento del Consorzio Industriale – 17 lunghi anni – E permane ancora.
2) 17 anni fa doveva essere costituito il Consorzio tra i comuni di Macomer Borore, come impone la legge numero 10 del 2008. E non se n'è fatto niente. Oggi occorre modificarla profondamente. Una legge superata.
3) L'impianto di trattamento dei rifiuti è stato ultimato da quattro anni. Solo qualche giorno fa è entrato in funzione.
4) L'impianto di compostaggio è stato anche questo ultimato da alcuni anni ed è ancora fermo, inutilizzato.
5) Da 17 anni il Consorzio industriale di Tossilo non ha ricevuto nessun finanziamento per infrastrutture e servizi.
6) In questi 17 anni il Consorzio Industriale di Tossilo o di Macomer e del Marghine è stato svuotato integralmente nella sua struttura politica, organizzativa e funzionale.
IL consorzio, prima del commissariamento, era in Sardegna un punto di riferimento per altri consorzi e per la stessa Regione. Una struttura profondamente attiva. Aveva un disegno industriale e organizzativo.
Era un' agenzia di sviluppo con una forte capacità progettuale e una solida autonomia finanziaria. Oggi questa organismo non esiste più . Vive in una situazione triste e drammatica.
Occorre cambiare.
Alla protesta degli operai che volevano l'attivazione dell'inceneritore dobbiamo aggiungere la nostra protesta di cittadini, dei comuni, delle popolazioni del Marghine e probabilmente della Sardegna centrale..
Ecco perché apprezzo l'iniziativa dell'Associazione Nino Carrus e dei Comuni.
Perchè finalmente si rompe il silenzio di questi anni e ci permette di fare una proposta determinante davanti alla Presidente della regione: la ricostituzione e il rilancio del Consorzio industriale di Macomer, il rilancio e la valorizzazione dell'Area industriale di Tossilo.
Il Consorzio deve ritrovare la sua autonomia originaria nella gestione dei servizi, compreso il termovalorizzatore, deve riprendere il suo progetto di sviluppo industriale e rafforzare la sua struttura organizzativa come ai tempi d'oro del Consorzio Industriale di Macomer.
Questo vuole la gente del Marghine, le comunità dei paesi che vi gravitano, che hanno tratto negli anni passati progresso e benessere. Nel Marghine, ma anche nella Sardegna Centrale.
Abbiamo sempre sostenuto che i paesi rappresentati dai Comuni e dai territori debbono essere i protagonisti dello sviluppo, di una nuova storia della Sardegna, di un nuovo modello di sviluppo che dia risposte ai problemi delle zone interne.
La presidente Todde in un convegno a Nuoro ha dichiarato " Dobbiamo ripensare il nostro modello economico nel suo complesso in modo strategico e integrato". " Lo sviluppo della nostra isola deve ripartire dal rilancio del Centro Sardegna."
Siamo perfettamente d'accordo Presidente Todde. Da anni diciamo queste cose. Lo sviluppo della nostra isola deve ripartire dal rilancio economico della Sardegna interna e della Sardegna centrale.
Nel Marghine vogliamo essere noi, i comuni, i consigli comunali e l'Unione dei Comuni in primo luogo i protagonisti del nostro sviluppo, certamente in continuo e costante confronto con la Regione Sardegna, con la provincia di Nuoro e con Oristano.
Qualche giorno fa la Giunta regionale ha rilanciato la programmazione territoriale e intende investire nel nostro territorio16 milioni. Molto bene. Sosteniamo fortemente questa iniziativa. Ma nella programmazione territoriale diventa fondamentale il ruolo del rilancio dell'area industriale di Tossilo e di un consorzio autonomo e operativo.
L'industria rimane il motore dello sviluppo, il settore che può garantire crescita e occupazione, soprattutto quella giovanile. Una industria moderna e innovativa.
L'industria diffusa, diffusa nei diversi territori, rimane lo strumento fondamentale per abbattere le disuguaglianze territoriali, ancora fortemente presenti in Sardegna.
Per raggiungere questo obiettivo servono misure straordinarie capaci di incidere, per un sufficiente periodo di tempo sulla convenienza ad insediare e sviluppare imprese nelle aree interne., Tossilo e Sardegna Centrale comprese.
Servono adeguate politiche di fiscalità di vantaggio..
Crediamo che sia arrivato il tempo di una grande vertenza per una nuova rinascita, per un nuovo modello di sviluppo che metta al centro il problema delle zone interne: la vera questione sarda di interesse dell'intera regione.
Per finire faccio due proposte con due obiettivi:
1) Rilancio dell'area e del consorzio industriale di Macomer/Tossilo con una indispensabile autonomia politica, amministrativa e organizzativa. E con le dovute collaborazioni con enti e organismi esterni;
2) Una nuova politica industriale con incentivi fiscali compensativi per le aree interne e periferiche e con la fiscalità di vantaggio. Ne ha parlato, anche se non in questi termini, la Presidente Todde in un convegno a Nuoro.
E finisco con un appello finale rivolto a tutti i sindaci del Marghine: mettetevi alla guida di questo processo che può garantire al nostro territorio e alla Sardegna centrale il progresso e il benessere degli anni 80 e 90.
La Presidente Todde, la Giunta e l'intero Consiglio Regionale ascoltino e accolgano l'ennesimo appello lanciato dalla Sardegna dell'interno.
