L'Associazione Nino Carrus ha promosso un nuovo e partecipato appuntamento dal titolo "Città e Paesi", un incontro dedicato al dialogo tra sindache, sindaci e comunità sul futuro dei territori.
L'obiettivo era chiaro: avviare un percorso di coesione tra realtà urbane e realtà rurali, spesso segnate dal rischio di spopolamento, per superare un divario sempre più ampio tra le città individuate come luoghi di consumo e i paesi vissuti come luoghi di produzione.
Il dibattito, condotto con energia e sensibilità da Gilberto Marras, ha offerto spunti preziosi e posto domande cruciali alla società sarda. Si è parlato di identità non solo come memoria di ciò che siamo stati – usi, costumi, tradizioni – ma soprattutto come progetto di ciò che vogliamo diventare. È emersa la necessità di un nuovo equilibrio che metta al centro persone, cultura e ambiente, per rigenerare territori e comunità.
Tutti gli interventi hanno contribuito in modo significativo a costruire un confronto ricco e articolato.
Le diverse esperienze portate dalle sindache e dai sindaci presenti hanno restituito un quadro complesso ma anche carico di possibilità. Si è discusso di desertificazione e abbandono, di centri storici da recuperare, di servizi essenziali da garantire, ma anche di partecipazione, responsabilità civica e nuove forme di sviluppo.
Al confronto hanno preso parte Daniela Falconi, sindaca di Fonni e presidente dell'ANCI Sardegna, Graziano Milia, sindaco di Quartu Sant'Elena, e le sindache Rita Zaru (Noragugume), Manuela Pintus (Arborea) e Patrizia Carta (Abbasanta). Ognuno ha portato un contributo originale, arricchendo un mosaico di riflessioni che ha reso l'incontro particolarmente stimolante.
L'iniziativa ha confermato la vocazione dell'Associazione Nino Carrus a farsi promotrice di dibattiti che guardano al futuro della Sardegna, con la consapevolezza che la sfida più grande è trasformare l'identità in un progetto condiviso di sviluppo e coesione.
