L'Associazione Nino Carrus, con l'Associazione Berlinguer e l'Associazione degli Industriali di Nuoro, stanno preparando per l'autunno un convegno che affronti il tema del parco del Gennargentu. Argomento "sensibile" nelle aree interne della Sardegna, soprattutto nei paesi più esposti come Orgosolo, Urzullei, talana, Baunei e altri.
Dopo anni di roventi polemiche, seguite al primo progetto della General Piani e dopo la pubblicazione, tra violente opposizioni di parte della popolazione e di amministrazioni locali, della legge 394 istitutiva dei parchi nazionali, è calata una spessa coltre di silenzio, come se lo sviluppo delle potenzialità ambientali non ci riguardasse più.
Si vuole invece rigettare il sasso nelle acque immobili dello stagno, affrontando il tema da un punto di vista scientifico, ma chiamando anche tutti alle proprie responsabilità. In un'epoca in cui è difficile ripercorre il sentiero biblico della manna dal cielo, di oscure stagioni economiche all'orizzonte, dovremmo, senza paraocchi di ideologia e di incultura, iniziare a guardarci attorno e dare il valore reale ai beni che sono storicamente in nostro possesso. Provando a mettere all'angolo cattivi maestri e profeti di sventura, unica merce che spesso da noi abbonda.
Le due associazioni insieme a Confindustria intendono procedere e hanno promosso da subito un focus di approfondimento con il coinvolgimento dell'università di Sassari.
Il gruppo di lavoro è composto da:
Durante le riunioni svolte nelle settimane scorse, si sono gettate le basi del convegno, dallo stato dell'arte della 394, al significato del progetto in essere denominato "Su Sercone", con cantieri di lavoro che coinvolgono alcuni comuni dell'area, al valore della cultura e degli attrattori ambientali nei processi economici, agli aspetti istituzionali e giuridici della forma parco. Il focus continuerà il suo lavoro nelle prossime settimane sino alla definizione di tutti gli aspetti tecnico-organizzativi del convegno.