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Le pluriclassi per salvare l’identità PDF Stampa E-mail
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Scritto da redazione   
Domenica 20 Settembre 2009 13:10
I bambini delle elementari di Birori saranno inseriti presso le scuole di Macomer perché i loro genitori non ritengono adeguato, per la formazione dei propri figli, il modulo della pluriclasse. Hanno cioè privilegiato l’aspetto didattico rispetto ai problemi di carattere sociale che ne derivano dalla cancellazione della scuola dell’obbligo in una piccola comunità. Rinunciano cioè ad un servizio che è fondamentale per garantire la futura esistenza del sistema paese. Che rischia in questo modo di diventare un paese dormitorio senza servizi.

A Cossoine, una comunità di 950 anime, si vuole invece difendere a tutti i costi il sistema scolastico delle pluriclassi. I genitori dei bambini delle scuole elementari, gli insegnanti, la stessa amministrazione comunale ritengono valido questo modulo dal punto di vista formativo e sociale. Non intendono rinunciare alla presenza della scuola e delle pluriclassi “ perché ne va di mezzo la vita stessa della comunità paese” dice il sindaco di Cossoine. “ Dobbiamo preservare realtà straordinarie, salvare la loro identità – dicono le insegnanti – Solo così i ragazzi manterranno il senso di appartenenza alla comunità.”

E allora, di fronte a queste “ realtà straordinarie” dei nostri piccoli paesi, la riforma della scuola non può inseguire la politica dei tagli per far tornare i conti del bilancio dello Stato. Deve semmai adattare il sistema formativo e didattico a queste realtà, al di là dei calcoli puramente economici, perché la difesa e l’esistenza delle piccole scuole coincidono con la esistenza e la difesa di uno Stato civile e plurale. Perché “ne va di mezzo, come dice il Sindaco di Cossoine la sopravvivenza de piccoli paesi, un patrimonio inestimabile della società italiana.





La lotta di Cossoine: elementari e medie in paese contro lo spopolamento
di Pier Giorgio Pinna – La Nuova Sardegna

Nel Meilogu ha scuola ha il volto sorridente di un gruppo di Insegnanti appassionate. Maestre e Professori col metodo delle pluriclassi, seguono i loro pochissimi studenti lavorando in contemporanea a programmi di studio differenti per diverse fasce di età. Felici di questa escamotage, fantasioso in tempi di riforme a oltranza, difendono l’istruzione pubblica nei paesi a rischio di spopolamento. Soprattutto alle elementari e alle medie di Cossoine: 950 abitanti che vivono senza stress – lontani da disagi sociali, malessere, criminalità- su una collina nel cuore dell’isola, a due km dalla Carlo Felice. Gente tenace. Che vuole restare nella propria terra valorizzandola. E che non molla mai.” Se anche ci fosse stato un unico bambino, ci saremo battuti perché continuasse a frequentare le lezioni da noi,” Spiega risoluta Antonella Sotgiu,da 9 anni sindaco, a capo di una lista civica. Una comunità dove la parola d’ordine è quella in passato lanciata con altre motivazioni dal Procuratore Francesco Saverio Borrelli: “Resistere, resistere, resistere.”

Già resistere. Ma come? E’ semplice e geniale la ricetta scoperta tra Pozzomaggiore (unico paese dove gli studenti sono numerosi) Mara e Padria. Negli ultimi due comuni, separati da 4 km, tutti gli anni si cambia: adesso a Mara ci sono le materne e a Padria le elementari, tra 12 mesi si farà l’inverso. Sempre a turno, le amministrazioni pensano uno allo scuolabus e l’altra alla mensa.

Ma l’arte di fare necessità virtù e trasformare ogni ostacolo in opportunità raggiunge il massimo a Cossoine. I tagli hanno colpito i bidelli. Due in meno rispetto al 2008. Senza di fatto toccare i docenti. Il caseggiato scolastico, al centro del paese, ospita elementari e medie, con moderni laboratori. Nella primaria solo la 5^ fa classe a sé. I bimbi di 1^ e 2^ lavorano assieme, come quelli di 3^ e 4^. Spiega la maestra Rosella Depalmas, 43 anni di Sedilo: “Qui insegniamo così da parecchio tempo, senza che siano mai nati problemi. Certo: abbiamo bisogno di operare con ogni singolo gruppo, e lo facciamo. Ma è questione di abitudine. Anzi, i bambini imparano prima: i più grandi aiutano gli altri a crescere coinvolgendoli in scambi utili”. Aggiunge la sua collega Rita Spissu “ I programmi inseriti nel piano globale della offerta formativa, restano, in ogni caso, differenziati. Bambini e genitori sono contenti. Del resto c’è continuità: basti pensare che nel primo giorno di lezione i bimbi che in giugno hanno concluso la materna, sono stati accompagnati in prima elementare dalla loro vecchia insegnante, e lo stesso abbiamo fatto noi con i nostri ex allievi che cominciavano la prima media.”

Insomma una soluzione che non è piaciuta altrove, come a Birori, qui sembra trovare consensi. Se da un lato permette di preservare posti altrimenti persi, dall’altro mostra come tra la teoria della rivoluzione Gelmini e la pratica in aree lontane da contesti metropolitani c’è un abisso che solo i docenti colmano con professionalità e duttilità d’azione. Come a Cossoine fanno anche alle medie. Dove gli insegnanti ancora alle prese con qualche nomina mancata di prof. lavorano assieme agli studenti di prima e seconda mentre solo la terza e a sé: “ Dobbiamo preservare realtà straordinarie, salvare la loro identità – dicono le insegnanti – Solo così i ragazzi manterranno il senso di appartenenza alla comunità.”

Giudizio positivo della dirigente scolastica Patrizia Mercuri, che in questi 4 paesi del Meilogu amministra il plesso, 338 iscritti in tutto. “Il sistema delle pluriclassi funziona perché i docenti sanno il fatto loro e le famiglie sono molto responsabili, seguono costantemente i figli – rileva - Ed è un buon esempio di autonomia.” Il Sindaco di Cossoine, in ultima analisi, aggiunge “ dal 2001 a oggi sono andata a Roma e a Cagliari più volte per tutelare i nostri studenti. Così come ho fatto di tutto per mantenere tra noi l’ufficio postale ei Carabinieri. E, lo ripeto, per la scuola lotterò sino in fondo: ne va la vita stessa di Cossoine.”

 
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