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Il Parco del Gennargentu: un progetto ancora attuale?
- 26 Ottobre 2012
- Fausto Mura
Il convegno dibattito di Lodine del 29 ottobre è una occasione particolare, una manifestazione estremamente significativa per l'importanza del tema che andremo a discutere – Una alleanza tra Cultura, Ambiente e Impresa per lo sviluppo delle zone interne – ma soprattutto, lo voglio sottolineare, per la nuova alleanza che si è costituita attorno a questo tema e a questo convegno tra associazioni e soggetti che operano nel settore della cultura, della ricerca e dell'impresa nella provincia di Nuoro e cioè l'Associazione Nino Carrus, l'Associazione Berlinguer, la Confindustria e l'Università di Nuoro. E' la prima volta che succede.
Si alleano per fare che cosa? Per individuare ed elaborare idee, proposte e progetti che servano a superare la crisi e riprendere la crescita e lo sviluppo. Non in solitudine, ma assieme alle forze vive della società nuorese.
Ma quale sviluppo?
C'è ormai una diffusa consapevolezza che il processo che ha caratterizzato la nostra storia economica e sociale degli ultimi decenni si sia concluso E' finito. A ottana, a Tossilo e in tutta la Sardegna. Un processo affidato ai grandi investimenti pubblici e privati, a soggetti esterni, quasi sempre estranei alla nostra realtà economica e sociale. Che ha cancellato quella rete di piccole e piccolissime imprese fortemente radicate nel territorio.
Questo modello di sviluppo lascia una situazione di grave crisi, forse la più grave nella storia della Sardegna. Tutti gli indicatori economici rappresentano la gravità di questa crisi. Si parla, non a torto, di desertificazione industriale ma anche di disastro antropologico. In otto anni la provincia di Nuoro ha perso quasi 20.000 abitanti. Sono cioè scomparsi 10 paesi di duemila abitanti. Da qui al 2020 ci sarà un'ulteriore perdita di popolazione, altri 10 comuni in meno. Ecco il disastro antropologico.
Quale deve essere la risposta a questa situazione? Come dobbiamo affrontare il futuro
Sicuramente con un nuovo progetto di sviluppo, con un nuovo modello di società che dia risposta ai problemi posti dalla crisi.
Questo progetto deve maturare al nostro interno, deve crescere nelle nostre comunità, nei nostri territori, deve avere come protagonisti i nostri giovani, le nostre popolazioni, gli amministratori locali, tutti i soggetti che vivono e ancora operano in queste aree interne della Sardegna.
Non possiamo attendere, come nei decenni trascorsi, interventi esterni risolutivi, ma dobbiamo essere consapevoli delle opportunità e dei potenziali di sviluppo attivabili con le nostre forze. Nei nostri territori ci sono ancora intelligenze, imprenditori coraggiosi, amministratori competenti, ci sono i giovani che ci spingono a non arrendersi alla paura del declino, che ci spingono a costruire il loro e il nostro futuro.
Ecco allora il primo punto: il territorio deve essere il protagonista di una nuova storia politica, economica e culturale delle aree interne della Sardegna, delle Barbagie e del Gennargentu. Il territorio deve essere il protagonista di un nuovo progetto di sviluppo e di società, che utilizzi e valorizzi tutte le nostre grandi risorse umane, materiali e immateriali. Che hanno una enorme potenzialità, se utilizzate e valorizzate nel modo giusto e mirato.
Il convegno di Lodine individua già i pilastri, i punti centrali e strategici di questo progetto: cultura ambiente, impresa e potrei aggiungere turismo, agroalimentare, artigianato. Occorre però fare sistema, operare in sinergia fra settori e fra imprese.
Per fare tutto questo occorre però individuare un grande collettore, una cornice che contenga ed esalti tutti questi aspetti. Io non voglio essere ipocrita e non voglio nascondere l'idea che sta nel sottofondo del tema del convegno.
Questo collettore si chiama "Nuovo Parco del Gennargentu" – Perché nuovo? Perchè nasce dal basso, nel territorio, ha come protagonisti le popolazioni, i consigli comunali, i Sindaci, le forze vive della società del Gennargentu. E' il risultato di un processo, non di una imposizione romana o centralistica.
Il 29 ottobre a Lodine, noi vogliamo dare inizio a questo processo.










