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Parco del Gennargentu: vincolo o risorsa?

21193443"Una nuova alleanza tra Cultura, Ambiente e Impresa per lo sviluppo delle zone interne della Sardegna". Con questo titolo ieri si è aperto il convegno tenutosi a Lodine e che ha visto una partecipazione dei cittadini talmente ampia che questo dato da solo dovrebbe far riflettere riguardo l'interesse che certi temi suscitano da sempre e la voglia che mai si sopisce di informarsi e di capire.

Da non sottovalutare la sinergia formatasi fra due associazioni, la Nino Carrus fondamentalmente a carattere culturale, l'Associazione Berlinguer di Nuoro che riveste un carattere principalmente politico e la Confindustria, a dimostrazione che la buona volontà degli imprenditori e di coloro, che vivono il territorio e contribuiscono a tenere aperto un dibattito altrimenti esausto, sono in grado di avere una prospettiva che purtroppo manca ai partiti politici sempre più ingessati, chiusi in se stessi e incapaci di proporre temi che possano attrarre un numero di persone che hanno ascoltato per quasi quattro ore i relatori.

Lo stesso Roberto Bornioli di Confindustria ha sottolineato come la crisi attuale abbia influenzato questo approccio fra cultura, ambiente e impresa che insieme possono contribuire a valorizzare settori che potrebbero sviluppare una nuova economia nel contesto ambientale del Gennargentu che da vincolo potrebbe rivelarsi risorsa importante. Roberto Bornioli, Gianfranco Sotgiu, presidente della Berlinguer e Fausto Mura presidente della Nino Carrus nei loro brevi interventi introduttivi hanno ribadito la necessità di soggetti economici interni che rendano i territori protagonisti, la valenza sociale di imprese che in un deserto occupazionale diventano delle roccaforti ma soprattutto dell'importanza di un nuovo progetto di sviluppo che veda nell'ambiente il nuovo bacino di sviluppo. Perché la sua tutela e la sua valorizzazione non possono escludere la capacità di sviluppare imprese che vadano dal turismo all'artigianato all'agro-alimentare e persino al lapideo nel totale rispetto del patrimonio, che non riguarda solo le popolazioni residente ma l'intera Sardegna.

L'intervento di Giovanni Ragaglia, studente dell'università nuorese, ha messo in evidenza tutte le preoccupazioni dei giovani residenti che lavorano e studiano nonostante i dati negativi sullo spopolamento e sulla decrescita demografica che coinvolge particolarmente le aree rurali che vedono tagli ai servizi, alle scuole e che sono da sempre minate dai disservizi dei trasporti interni.

Massimiliano Meloni ha fatto a mio avviso l'intervento che potrebbe essere il manifesto di questa nuova squadra di partner che hanno deciso di riaprire il discorso sul Parco o meglio sullo sviluppo dei paesi che ne fanno parte non dal punto di vista giuridico ma per collocazione fisica.
La sua analisi ha toccato sia il basso reddito pro capite delle zone interne che si aggira intorno agli ottomila euro, sia la disoccupazione giovanile che si aggira intorno al 43%: nei 24 paesi in questione sono scomparse circa quattromila persone.
Il quadro sulla pastorizia e agricoltura è stato desolante: 20mila litri di latte pro impresa annui e redditi lordi che non superano i 14mila euro, l'agroindustria in crisi che assiste alla chiusura dei 2/3 delle imprese in ogni paese, il richiamo dell'attenzione sulla delocalizzazione delle industrie alimentari con prodotti a marchio sardo ma lavorati nella penisola e all'estero.
Meloni ha chiamato la politica a lasciare perdere i progetti a breve scadenza, meri progetti elettorali, e ha invitato a un serio progetto strutturale, che consenta al territorio di poter usufruire della "pentola d'oro" che è il Gennargentu,a non chiedere finanziamenti o i soliti interventi a sussidio, ma a dare agli imprenditori virtuosi dei vantaggi utili ad aprire nuove imprese. Per fare questo occorre innanzitutto un progetto condiviso, un progetto che faccia sentire tutti protagonisti e che non sia imposto forzosamente dall'alto.

E' stata molto interessante - seppur troppo breve per il contingentamento degli interventi - la relazione del prof. D'Orsogna che ha ricordato che il Parco come soggetto giuridico esiste ancora e che da questo non si può prescindere, nonostante le ultime sentenze abbiano eliminato i vincoli iniziali, voluti dalla politica, come ha sottolineato prof. Camarda, uno dei tecnici che collaborò al progetto Parco, tutto studiato con tecnici locali come ha ribadito nel suo intervento.

Francesco Meloni ex sindaco di Orgosolo ha parlato delle difficoltà delle popolazioni di accettare, a quei tempi, un progetto a gestione governativa e che chiedeva una perdita di sovranità non tollerabile.

Il tavolo che vedeva come relatori gli amministratori locali è stato molto animato, il sindaco di Dorgali Angelo Carta ha parlato della necessità di dare un'accelerazione perché uno dei motivi del ritardo storico dello sviluppo è causato da discussioni che inibiscono i progetti e la loro validità, ha parlato della sinergia utile fra coste e zone interne e ha parlato del progetto dei campi da golf che potrebbero essere la spinta che dal mare spinge il turismo nelle zone più interne.

L'assessore provinciale Ivo Carboni ha descritto il progetto, Corem terzo step dell'originario progetto Supramonteche coinvolge i paesi di Dorgali Oliena e Orgosolo e ha rimarcato la necessità di efficacia e soprattutto di ottimizzazione dei tempi.

Il prof. Luciano, preside dell'università di SS, ha sottolineato come l'unico modo per risollevare questi territori sia un progetto legato all'ambiente, un progetto che veda ovviamente l'università protagonista a Nuoro ma con caratteristiche diverse da quella attuale che ha sfornato 800 laureati che per la stragrande maggioranza hanno trovato occupazione altrove e in settori completamente diversi dal percorso di studi compiuto. All'università nuorese oggi manca, fra le altre cose, soprattutto uno strumento che accompagni i giovani a diventare imprenditori, a crearsi un lavoro. E questo si può fare solo con un progetto ambientale integrato.

Il convegno è stato tutto sommato positivo. Nonostante ci siano state delle accuse alla politica provenienti da amministratori locali di esperienza decennale, è mancato il dibattito e questo dovrebbe far riflettere sulle modalità di un prossimo incontro.

Riscontro in ogni caso un interesse elevato al progetto anche se personalmente ritengo che occorra prendere atto di un paio di cose che non sono marginali e riguardano l'università, che è imprenscindibile da questa visione futura ma che in quanto pilastro portante dovrebbe chiarire meglio il ruolo sul territorio. Ad oggi infatti lungi dal liquidare il consorzio, la fondazione che doveva sostituirlo è ancora inattiva e si continua a lavorare in assoluta precarietà.

La politica deve smettere di tappare falle a breve distanza e infatti la parte finale del convegno che ha visto intervenire gli onorevoli Pittalis e Soro ha evidenziato come manchi un progetto ad ampio spettro e mentre il consigliere Pdl chiedeva sostegno all'ex Governatore per promuovere un finanziamento già dalla prossima finanziari, lo stesso Soru declinava la proposta invitando tutti a rivedere la possibilità di un ritorno al lavoro agricolo e alla minaccia della sempre più grave dipendenza alimentare dall'esterno.

Posso concludere dicendo che i soggetti che intendono partecipare a questo bellissimo progetto di rilancio del progetto parco o Gennargentu devono garantire fra loro un patto in cui nessuno possa sentirsi ausiliario ma complementare e che l'ambiente non può essere valorizzato senza una cultura che lo metta al centro non come un totem ma come una risorsa.

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