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Sanità del territorio alla deriva

Diversi anni fa un discusso Project Financing aveva tracciato la possibilità concreta di un rilancio della sanità del territorio del Marghine. Sette milioni di euro, questo l'invrestimento previsto, avrebbero permesso il completamento della struttura ospedaliera originaria alla quale si sarebbe dovuta sommare la costruzione della nuova Residenza Sanitaria con un incremento complessivo di almeno cento nuove unità lavorative.

Questo piano prevedeva inoltre il nuovo centro dialisi e la nuova oncologia in day hospital, con un deciso incremento dei servizi e dell'occupazione, e si sarebbe inoltre ampliata la degenza del centro di riabilitazione che sarebbe passato dagli attuali 9 a ben 32 posti letto. La storia di questi anni è stata invece ben diversa e in questo momento sono a rischio servizi decisivi nell'ambito del distretto sanitario di Macomer ed è ora che le istituzioni locali si interessino più seriamente del problema.

Da oltre un anno e mezzo non è più in funzione il servizio di riabilitazione cognitiva e non si vede all'orizzonte la volontà di ripristinarlo. Una lacuna tutt'altro che secondaria visto che la soppressione del servizio mette a rischio l'accreditamento e con esso la stessa sopravvivenza del reparto di degenza riabilitativa, fondamentale nel sistema sanitario della città e che sarebbe dovuto anche essere rafforzato. Il piano sanitario dell'anno 2013 conferma questi timori, arrivando ad effettuare l'accorpamento del servizio a Nuoro.

Per anni il servizio di oncologia ha rappresentato un punto di riferimento di eccellenza per un vasto territorio e un enorme numero di utenti. In pochi mesi i trattamenti per gli utenti sonok passati da 20 a soli 4 per seduta a causa di una gestione del personale e delle ore a disposizione che farebbe pensare a un depotenziamento progressivo del servizio. Anche l'autonomia funzionale del laboratorio analisi scricchiola pericolosamente. Mi sono posto per diverse volte il problema che ci trovassimo di fronte ad uno strutturale impoverimento delle funzioni del distretto sanitario di Macomer a vantaggio del polo sanitario nuorese e ora purtoppo questi sospetti stanno iniziando a divenire certezza.

Questi giorni è arrivata l'ultima doccia fredda. L'atto aziendale, che di fatto stila il piano dei servizi sanitari per l'anno 2013, dice chiaramente che Macomer perderà l'autonomia funzionale di una serie di strutture, che verranno accorpate a Nuoro. E intanto di Project e Residenza Sanitaria non si parla più. Ci penserà Nuoro a portarci via non solo quello che ci avevano promesso, ma anche quello che pensavamo di avere già in tasca. Ho denunciato più volte questa situazione auspicando tante volte ll'intervento della conferenza dei sindaci del distretto sanitario.

Nel recente passato, rispetto a queste chiare denuncie, sono stato accusato di populismo e demagogia. La sanità nel Marghine non è in un precipizio, ma mi pare più propriamente ormai in caduta libera, con gravi ripercussioni sulla salute e sulla già disastrata economia del territorio. Ribadisco la mia richiesta di convocazione in seduta aperta del comitato distrettuale sanitario (la conferenza dei sindaci del distretto) per discutere i problemi della sanità del Marghine, una sanità ormai alla deriva senza una rotta.

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