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Il ruolo di Macomer: città territorio
- 30 Maggio 2013
- Fausto Mura
Il rinnovo del Consiglio Comunale di Macomer e l' elezione del Sindaco Antonio Succu a cui rivolgiamo gli auguri di buon lavoro, ci stimolano a fare alcune considerazioni che in questi ultimi anni sono stati al centro dei dibattiti organizzati dall' Associazione "Nino Carrus".
Macomer, Capoluogo del Marghine, deve recuperare e rilanciare la sua centralità nel processo politico, economico e culturale del territorio, deve ritrovare il ruolo di guida nel sistema di sviluppo locale. Un ruolo di " primus inter pares" rispetto agli altri Comuni del Marghine.
Ruolo e centralità che ha smarrito da un po' di tempo a questa parte anche se questi continuano ad essere svolti, indipendentemente dalla volontà e dall' opera della classe dirigente, per la presenza a Macomer,di importanti servizi sociali e sanitari di valenza sovracomunale, per l' attrazione occupativa ed economica che ancora svolge, per la sua naturale collocazione come il centro più popolato e più vitale del Marghine e della Sardegna Centrale.
Macomer e la sua comunità rappresentano un punto di riferimento fondamentale, sul piano storico e territoriale per i comuni e per le popolazioni di questa parte centrale della nostra isola che rischia di diventare sempre più marginale se non trova una nuova e forte capacità politica di proposta e di mobilitazione.
A questo punto, la classe dirigente del capoluogo del Marghine, espressione dei settori più vitali della politica, dell' economia e della cultura deve riprendere e riacquisire il ruolo di protagonista in un nuovo processo di sviluppo che deve coinvolgere in termini paritari e unitari tutti i soggetti politici, sociali e istituzionali del Marghine e della più vasta area del Centro Sardegna, senza contrapposizioni ma anche senza subalternità.
Voglio meglio rappresentare questo processo con una immagine: Macomer è la locomotiva moderna, veloce, che guida i vagoni dei comuni del Marghine e assieme costituiscono un treno, tecnologicamente attrezzato, che affronta le sfide difficili imposte dall'alta velocità di un mondo sempre più competitivo e globale.
Ma è anche un progetto che ci permette di tornare ad essere protagonisti del nostro sviluppo e nella Sardegna tutta, come negli anni ottanta e novanta. Per far ripartire quel treno.










