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Parità negata – Donne in rivolta (Non tutte)
- 30 Agosto 2013
- redazione
Mercoledì mattina il Consiglio regionale, ancora una volta con voto segreto, ha escluso che la legge elettorale sarda possa prevedere la parità di genere bloccando la proposta della doppia preferenza.
Sale forte e unanime la protesta delle donne appartenenti a tutti gli schieramenti politici che contestano con forza la decisione presa a maggioranza dall'assemblea regionale. Pareri discordanti provengono invece dal mondo imprenditoriale e dei movimenti.
Riportiamo qui di seguito le dichiarazioni rilasciate da alcune rappresentanti del mondo femminile, della politica, della cultura e dell'economia.
Lilli Pruna – Sociologa. "Le donne debbono cambiare prospettiva. Non si può più credere che le donne siano poche in politica, la verità è che gli uomini sono troppi. E dove c'è un'alta concentrazione di uomini ci sono disastri, basti pensare all'alta finanza e alle guerre. E' un consiglio regionale anacronistico da tanti punti di vista e anche sul piano dell'istruzione. Ora se volessero dimostrare di essere davvero amareggiati per questo voto potrebbero rimediare: basterebbe compilare le liste elettorali per le prossime elezioni rispettando l'alternanza tra un uomo e una donna."
Caterina Pes – Deputata del Pd. "Il voto di ieri rappresenta un'occasione mancata per la realizzazione anche in Sardegna di una reale democrazia paritaria. Mi auguro che si ponga fine alla farsa del voto segreto su queste questioni e che ciascuno abbia il coraggio di assumersi la propria responsabilità di fronte ai propri elettori."
Lina Lunesu, Rosanna Floris, Gabriella Greco – Donne del Pdl in Consiglio regionale. "Anche la modifica alla legge elettorale , come accaduto a giugno, l'abbiamo votata per senso di responsabilità. Ma continuiamo a ritenere questa legge elettorale monca perché assente il principio della doppia preferenza di genere. Sarà nostro impegno all'interno della coalizione e nel nostro partito, affinché le liste regionali siano formate al cinquanta per cento fra candidati uomini e candidate donne."
Rosanna Mura – Presidente del Comitato pari opportunità. "I principi costituzionali vanno attuati e non solo declamati. Il voto di mercoledì conferma l'incapacità da parte del Consiglio regionale di rappresentare pienamente la società. Si è scelto di non tenere contadi un'opportunità di riequilibrio che avrebbe permesso una crescita sociale e culturale importante. In ogni caso, oggi uomini e donne non si riconoscono in un sistema elettorale maschilista e improntato all'esclusione della metà della popolazione dalle istituzioni."
Francesca Argiolas – Imprenditrice delle Cantine Argiolas di Serdiana. "La Costituzione dà parità di diritti a tutti. Nel lavoro e credo anche nella società e nella politica contano voglia e determinazione: si va avanti se hai passione, competenze e spirito di sacrificio. Direi che andare a cercare differenze tra maschio e femmina non sta in piedi: all'estero questi discorsi neppure li fanno."
Maria Barca – Portavoce del Movimento dei pastori sardi. "Tutto questo sdegno, a mio avviso, è ingiustificato. La legge sulla parità di genere sarebbe stato un passo indietro, non un passo avanti. E' la stessa questione delle quote rosa, che relegano le donne in un ghetto. Rappresento un movimento prettamente maschile, ma i pastori hanno dimostrato che le donne possono stare in prima linea almeno quanto gli uomini. Le donne si facciano sentire, si propongano. Non c'è bisogno di preferenze per valutare il valore di una donna."










