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Transizione, tra sogni e progetti concreti la rete nasce a Macomer
- 03 Settembre 2013
- Paolo Stella*
Riapre, dopo la pausa estiva, il Centro di Servizi Culturali, e lo fa ospitando nella propria sala un'iniziativa interessante e molto partecipata, con la presenza di tanti giovani macomeresi e molti interessati un po' da tutta la Sardegna.
Prima mossa ben riuscita, quindi, per il Movimento per la Transizione, che a dispetto del nome forse un po' altisonante, porta avanti un discorso fatto di semplicità e concretezza, senza dimenticare sogni, bellezza e gioia di vivere.
Il discorso della Transizione parte da un assunto chiaro e ben conosciuto da tutti: le risorse sulle quali si basa buona parte della nostra vita quotidiana, in particolare il petrolio, sono limitate. Altre, come l'acqua e il cibo, vanno gestite con coscienza e sobrietà. Mentre il concetto fondamentale alla base delle idee di transizione è la resilienza, termine scientifico che, in biologia, indica la capacità di un sistema di ritrovare l'equilibrio a seguito di un intervento negativo esterno, o di una diminuzione della capacità di produrre risorse rispetto a quelle che il sistema consuma.
Apertura del dibattito affidata alla proiezione di un filmato che racconta l'esperienza di Totnes, la città inglese che per prima ha ha portato avanti la transizione e che è diventata esempio e modello per tante altre municipalità in tutto il mondo. L'esperienza di Totnes, città simile a Macomer per popolazione e per storia passata, ha visto la realizzazione di diverse piccole iniziative: di orti condivisi, investimenti sulla cultura, una moneta locale complementare e un grande livello di partecipazione degli abitanti nelle scelte amministrative.
Spazio, quindi, agli interventi degli ospiti, che hanno coralmente mostrato come il cambiamento si possa realizzare senza sconvolgere, e anzi migliorando la propria vita e quella degli altri. Parola per cominciare al Gruppo di Acquisto Solidale di Nuoro, che ha portato nel capoluogo barbaricino una pratica già comune in molte realtà italiane: quella di unirsi per acquistare prodotti alimentari direttamente dal produttore, garantendo un reddito sicuro e senza intermediari a chi lavora la terra, e ai consumatori un cibo di stagione, sano e comunque perfettamente tracciabile dalla campagna alla tavola. Permettendo a tutti di non dipendere dagli 'umori' delle multinazionali dell'alimentazione. E come ha sottolineato Maurizio Fadda, agronomo e primo organizzatore dei mercatini nuoresi, "non si tratta solo di cibo: perché in piazza viene anche chi produce sapone e altri beni in casa, e soprattutto perché oltre all'economia c'è anche la socialità". Quella grazie alla quale si ha "la bellezza di mangiare cibo prodotto da amici".
Socialità e qualità della vita anche nel racconto di Anna Orunesu dell'Associazione Prantaluche e Comitato Anti Nonsense, che ha vinto un concorso bandito dal Comune del Nuoro per la riqualificazione di Piazza Su Cuzone, nel quartiere storico di Santu Predu. Una piazza abbandonata che sta iniziando a rivivere con graffiti, orti di quartiere e iniziative culturali che stanno facendo rifiorire la piazza con poche risorse e tanta buona volontà.
Presente anche la Rete Ecosardi, organizzazione che riunisce le tante persone che, in Sardegna, hanno scelto di vivere una vita a contatto con la natura e lavorando la terra, con essenzialità e sobrietà per ridurre il proprio impatto sull'ecosistema e portare avanti uno stile di vita fondato sulla diffusione del potere e delle responsabilità e sulla condivisione di risorse e conoscienze. Suggestivo e un po' fuori dagli schemi, invece, l'intervento di Giovannella Dall'Ara, dell'Associazione Culturale Scirarindi, fra le promotrici dell'incontro e della Rete Transizionista, che ha raccontato della pratica del Dragon Dreaming, metodo olistico per la realizzazione dei propri progetti/sogni ideato da John Croft prendendo spunto dal pensiero degli aborigeni australiani.
Intervento molto interessante, infine, quello di Fulviu Micheli Seone Dejana di Sardex, che ha spiegato il progetto della moneta complementare nata in Sardegna e che si sta espandendo, adesso, in Sicilia e Piemonte. Il progetto si basa su "fiducia e solidarietà considerate come risorse" e nasce come "patto solidale tra imprese, che si scambiano eccedenze o prodotti che comunque non avrebbero potuto vendere in altro modo". Ora Sardex comprende 1300 imprese in tutta l'isola, convinte della bontà di un sistema che non si pone come 'nemico' dell'Euro o delle banche, ma fa da complemento al sistema, nell'ottica dell'utilizzo della moneta come mezzo e non come bene in sé.
Chiusura affidata a Giancarlo Zoccheddu, direttore del Centro di Servizi Culturali, che, nel rimarcare la qualità e la bontà dell'iniziativa, ha sottolineato la necessità di non lasciare che l'incontro di ieri sera resti un episodio. E' in fase di preparazione, infatti, una serie di ulteriori incontri che la rete di transizione organizzerà proprio nei locali del Centro questo autunno.
Per maggiori informazioni consultare il sito degli organizzatori, www.propositivo.eu.
* articolo tratto da MacomerNotizie










