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“Disuguaglianze inaccettabili”
- 23 Aprile 2014
- Fausto Mura
"Disuguaglianze inaccettabili" è il titolo di un libro scritto da Maurizio Franzini, professore di politica economica presso l'università "La Sapienza" di Roma. Un titolo molto attuale che richiama la situazione sociale in cui naviga il nostro paese e non solo. La crisi in corso sta determinando un peggioramento delle disuguaglianze economiche: questo è la tesi centrale del libro. Ma purtroppo è anche lo specchio della società italiana.
I dati Istat sull'andamento della nostra economia confermano questa tendenza. I ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri. Il 10 per cento degli italiani possiede il 50 per cento della ricchezza nazionale. E' ancora sopportabile una situazione sociale di questo tipo?
Ho fatto questa premessa per riprendere la proposta del governo di ridurre in modo significativo gli "stipendi d'oro"ai dirigenti e manager di stato ( definiti scandalosi dal predicatore della casa pontificia Padre Cantalamessa) e di aumentare di 80 euro le retribuzioni a 10 milioni di lavoratori dipendenti che non superano le mille e cinquecento euro mensili. E per dire che sono perfettamente d'accordo sulla validità di queste proposte perché significa porre al centro della questione italiana, finalmente, il problema dell'equità sociale e della distribuzione della ricchezza del paese in modo più equilibrato. L'equità sociale non può essere più un opzional, ma deve rappresentare sempre di più la questione centrale della società del futuro.
Certo, sono ancora interventi parziali, molto parziali. Ma vanno nella giusta direzione perchè rendono questa nostra società un po' meno diseguale. Certo, occorre superare questa fase della parzialità e premere nella politica delle riforme radicali per produrre più crescita e più ricchezza da distribuire agli ultimi e alle categorie oggi più emarginate e più povere. Ma non basta. Occorre attuare soprattutto una serie di riforme per costruire un sistema e un modello di sviluppo che attraverso una forte mobilità sociale ed economica crei l'uguaglianza delle opportunità, per tutti, slegata dalle appartenenze e dalle origini sociali. Sono prudentemente ottimista. Perché sale nel paese ed è presente nell'azione di governo,una forte voglia di cambiamento, penalizzata purtroppo da una lotta politica che rischia di paralizzare o di ridimensionare ogni tentativo di riforma.
P.S. Oggi l'Istat ha comunicato che in Italia le famiglie senza reddito da lavoro sono più di un milione. In un anno sono aumentate del 18 per cento. Oltre la metà sono coppie con figli a carico. E secondo Coldiretti 4.1 milione di persone chiedono aiuto per mangiare. Otto milioni e mezzo di famiglie vivono sotto la soglia di povertà. Dati di una gravità veramente allarmante per cui occorre dare una risposta "rivoluzionaria", comunque non accomodante o superficiale. Non c'è molto tempo da attendere. Le disuguaglianze sociali si aggravano e crescono giorno dopo giorno.










