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L'agricoltura negli interventi di Nino Carrus
- 20 Febbraio 2015
- Franco Nuvoli*
Ho letto con la dovuta attenzione e non senza emozione, gli interventi di Nino al Consiglio Regionale che hanno riguardato in modo più puntuale le tematiche della programmazione e dell'agricoltura,riportati nel volume "Obbiettivo Sardegna". L'attenzione l'ho rivolta, in particolare, a cogliere eventuali aspetti innovativi nel contenuto degli interventi e se questi hanno avuto un seguito negli atti di politica agraria.
Ebbene,il risultato di questa analisi è stato positivo nel senso che alcune proposte sono state poi recepite nella legislazione in ambito nazionale ed europeo.Ciò consente di sostenere che le idee formulate da Nino erano valide tanto che sono state recepite da altri legislatori di ambiti decisionali più elevati.
Tra quelli enucleati,cito i seguenti punti:
1) -In ambito programmatico:
-Nella seduta del 9 luglio 1976,interviene per sostenere la partecipazione della base alle scelte di natura programmatica,contenuta nel disegno di legge 208 con riferimento ai compiti degli organismi comprensoriali.Tale innovazione,riconosciuta dallo stesso Nino,verrà poi adottata dalla politica di sviluppo rurale dell'Unione Europea con i programmi LEADER attraverso l'istituzione dei GAL.La partecipazione della base è ribadita anche negli interventi in data 18 dicembre 1974 e 6 novembre 1976.
2) -In ambito agricolo:
a) - Indennizzo per esproprio di terreni agricoli.
Nell'intervento del 9 luglio 1976 a proposito della istituzione del Monte pascoli,specifica che i terreni devono essere acquisiti anche attraverso l'esproprio e che l'indennizzo ai proprietari espropriati non verrà calcolato in base alla legge allora vigente,la 865 del 1971,che prevedeva l'applicazione del cosiddetto VAM-valore agricolo medio,ma in base al valore di mercato.Ebbene,si può dire al riguardo,che la Corte Cosituzionale con la sentenza n° 181 del 2011 ha cassato il criterio del VAM e ha adottato il criterio del valore di mercato.
b) - Nella seduta del 28 gennaio 1981,Nino è intervenuto per proporre un emendamento per il passaggio da 15 a 30 miliardi di lire per risarcire gli agricoltori le cui aziende avevano subito danni a seguito di calamità naturali.In sede di intervento evidenzia altresì che la l. n° 12deve essere "organicamente ripresa e inserita,soprattutto,nel quadro di interventi tendenti a prevenire i danni più che a ripararli dopo che essi si siano verificati".La proposta di Nino contiene,in nuce, quanto proposto in sede di Politica agraria comunitaria 2014-2020.Infatti,il Piano di sviluppo rurale (PSR),strutturato non più in Assi ma in Priorità,alla Priorità n°3 il cui titolo è :"gestione del rischio",l'Unione europea intende far si che l'agricoltore -più che aspettare risarcimenti - si indirizzi verso la stipula di forme assicurative inerenti i beni fondiari ed agrari.Tale proposta ha certamente dei riflessi positivi sul piano della cultura imprenditoriale.
c) - Nella seduta dell'otto aprile 1970,sulla discussione del 4° Programma esecutivo,Nino,nel suo intervento,sostiene che si deve proseguire nell'erogazione - al settore agricolo - di contributi e agevolazioni a chi ha lo status professionale e la condizione di imprenditore e si deve rifiutare qualsiasi contributo a chi fa l'agricoltore soltanto per dilettantismo o per hobby.Con la nuova programmazione europea 2014-2020,è stata istituita la figura dell'agricoltore attivo e l'Italia ha deciso di riservare la concessione di contributi a coloro che sono iscritti all'INPS come coltivatori diretti,imprenditori agricoli professionali,coloni o mezzadri,oppure,in mancanza di questo requisito,a coloro che sono titolari di partita IVA in campo agricolo con dichiarazione annuale IVA.
* Università di Sassari










