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Il cinema Costantino….
- 17 Marzo 2015
- Fausto Mura
Non possiamo permettere di raccontare la storia in questo modo: "C'era una volta il Cinema Costantino" perché significa cancellare una pagina fondamentale della storia di Macomer e del Marghine. Una storia di teatro, musica, cinema, politica. Una struttura che ha permesso, a tante generazioni, di respirare grandi momenti di cultura cinematografica, musicale e teatrale degli ultimi quarant'anni.
Ma anche grandi momenti di politica, con manifestazioni che hanno interessato l'intero territorio regionale: campagne elettorali, importanti incontri sindacali, dibattiti sui temi della rinascita, passaggio obbligato per convegni con dirigenti politici nazionali di massimo livello. Nella sala affollatissima del Costantino il Presidente Cossiga salutava il popolo sardo prima di trasferirsi al Quirinale. Una giornata indimenticabile.
Tutto questo era il Cinema Costantino. Cultura soprattutto, ma anche politica e socialità, tempo libero. Tutti momenti molto significativi che hanno coinvolto non solo la comunità di Macomer, ma anche altre comunità e altri territori. Il Marghine in particolare. E allora il territorio si deve fare carico della paventata chiusura del Cinema Costantino, non come fatto marginale, ma come problema centrale dello sviluppo futuro del nostro territorio. Il Cinema Costantino rappresenta il passato, la nostra storia, ma deve rappresentare ancor di più e meglio il futuro delle nostre comunità. Un futuro che utilizza la cultura come leva strategica dello sviluppo.
Molto bene fa il Comune di Macomer, il Sindaco, il Consiglio comunale a porsi il problema di salvare "Il Costantino" individuando le soluzioni in modo da evitarne la chiusura e la conseguente e grave cessazione delle attività. Ma su questo problema particolare deve essere coinvolto il territorio nel suo complesso: i comuni del Marghine, l'Unione dei Comuni, le associazioni più rappresentative, le fondazioni, le imprese private più sensibili. Ecco: il territorio, guidato dalla città di Macomer, diventa, finalmente, protagonista e soggetto di sviluppo, che superando la semplice dimensione geografica assume un forte ruolo politico nella gestione di un nuovo progetto di sviluppo.
Nei mesi scorsi si è parlato in alcuni convegni di "Distretto Culturale del Marghine" come "Modello di sviluppo territoriale" la cui finalità prima deve essere la valorizzazione della cultura e dei beni culturali in stretta sinergia con le altre filiere produttive. Il Cinema Costantino è un tassello fondamentale, qualificante di questo progetto, come i musei, le biblioteche, la mostra del libro, i monumenti archeologici, l'associazionismo plurisettoriale ecc. A chi affidare la governance di questo nuovo sistema. Sicuramente ad un organismo che rappresenti l'intero territorio, abbia personalità giuridica e sia un organo che assicuri democrazia, partecipazione ed efficienza.
Il Comune di Macomer ha costituito qualche anno fa la "Fondazione Promotea" che ha la finalità di gestire, promuovere e valorizzare i beni e le attività culturali del Marghine. Hanno già aderito alla Fondazione il Comune di Borore, l'Unione dei Comuni e qualche altra Associazione. Si tratta a questo punto di inserire in questo nuovo organismo gli altri enti pubblici presenti nel territorio, in particolare i Comuni e il Gal, le associazioni e le società più rappresentative operanti nei settori della cultura e del turismo, consorzi di produzione e privati operatori economici e culturali. In questo modo la "Fondazione Promotea" può rappresentare tutto il territorio del Marghine, aperta comunque all'area più vasta della Sardegna Centrale e può essere legittimata a diventare il gestore del Distretto culturale.
In questo contesto si può risolvere in via definitiva il problema del "Cinema Costantino" e si può garantire un futuro organizzativo ed economico a questa struttura storica di Macomer, del Marghine e non solo. E' una strada lunga, complessa, difficile?
Per amministrare la società attuale ci vogliono coraggio, innovazione, capacità progettuale. Unità del territorio attorno ad un progetto condiviso.










