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Identità e innovazione: l’Università chiama, e il “suo territorio” risponde?
- 29 Giugno 2016
- Alessia Meloni
Il 30 giugno presso i palazzi del Rettorato, l'Università degli studi di Cagliari si apre al "suo territorio" presentando la propria offerta formativa per l'a.a. 2016/2017 incentrata sui temi dell'identità e dell'innovazione. E il "suo territorio" è pronto ad aprirsi all'Università?
Ma per "suo territorio" cosa si intende? La città di Cagliari? L'area metropolitana? La rete urbana? Le Unioni dei Comuni? I piccoli comuni?
L'incontro si rivolge a chiunque fosse interessato senza porre alcun limite territoriale, istituzionale e sociale. Un evento "free" e completamente "open".
In questo scorrere delle poche informazioni fornite, qualche lettore ha per caso trascritto l'evento in agenda?
Ripeto la domanda iniziale: il territorio è pronto, o anche semplicemente disposto, ad incontrare l'Università, sia essa di Cagliari o di Sassari?
Alla luce dei continui dibattiti che si tengono nel territorio sullo spopolamento dei centri minori delle aree interne e sulle problematiche che le riguardano, attribuite spesso ad uno scarso interessamento nei loro confronti dei poteri decisionali che si trovano (guarda caso!) nelle città, mi chiedo se un incontro con l'Università sia non solo auspicabile ma anche necessario.
I piccoli comuni, le Unioni dei Comuni, di queste aree sofferenti in primis hanno, a mio avviso, la necessità e il dovere di incontrare l'Università. Le comunità delle aree interne devono manifestare il proprio interesse a sviluppare aspetti formativi che completano il percorso culturale dello studente in ambiti territoriali diversi dalla città. Perché non dimentichiamoci, quello studente un giorno sarà un professionista, un dipendente, un amministratore, un dirigente che ha il dovere di conoscere e analizzare la crisi che da lungo tempo vivono le aree interne e formularne possibili soluzioni.
Questo incontro potrebbe dare l'avvio alla presenza costante e assidua dell'Università nel "suo territorio" tale da favorire l'instaurarsi di un legame di fiducia e reciproco scambio/contaminazione preservandone l'identità all'insegna dell'innovazione.
La città non può vivere senza le aree interne e le aree interne non possono vivere senza la città. L'Università chiama. E il "suo territorio"?










