Venerdì, 04 17th

Last updateMar, 10 Feb 2026 2pm

Blog

Dalla transizione energetica alla transizione economica della Sardegna

Che sia arrivata l'era della rinascita industriale nella nostra isola?
Che si stia per avviare la fase a) enunciata nella Proposta di Legge presentata in Parlamento nel lontano febbraio del 1984 da alcuni deputati sardi (1), tra cui lo stesso Nino Carrus, relativa agli "Interventi per riequilibrare la situazione energetica della Sardegna conseguente alla mancata metanizzazione"?

I canali social e i media riportano in questi giorni notizie sullo stato di avanzamento del progetto di metanizzazione della Sardegna, tra proclami entusiasti e cori di protesta; nel frattempo il ministro Calenda, da Bonn, annuncia importanti investimenti nell'isola volti alla sua progressiva decarbonizzazione.

Si sta dunque per avviare (forse, concedetemi il beneficio del dubbio) la "fase di transizione energetica" (2) per la nostra isola, una fase invocata da decenni che dovrebbe garantire una maggiore competitività per il nostro sistema energetico regionale sia in termini di consumo che di produzione.

È giusto dunque interrogarsi se questa fase di transizione, riconducibile alla richiesta di "metanizzazione dei principali siti industriali della Sardegna" contenuta nella Proposta di Legge del 1984, sia ancora opportuna (sono passati ben 33 anni da allora) ma soprattutto se sia coerente con quanto concordato a Parigi nel 2015 (3) in riferimento alla necessaria riduzione dei gas serra diversi dall'anidride carbonica (quali metano, ossido di azoto e gas fluorurati) prevista dall'accordo e richiesta ai paesi firmatari (tra i quali l'Italia)

È giusto chiedersi se non sia più opportuno adottare una diversa strategia, efficiente dal punto di vista economico-occupazionale ma meno impattante, che guarda alle più recenti innovazioni tecnologiche introdotte nel settore energetico che si stanno sperimentando in altre realtà similari.

Nel frattempo che si attivi questa fase di transizione energetica e che si alimentino ulteriori interrogativi in merito, non sarebbe male iniziare il cammino di "ristrutturazione" dei distretti industriali attualmente presenti nell'isola: un cammino che conduca tali distretti verso un'economia non più lineare, bensì circolare, in cui le risorse siano utilizzate in modo più sostenibile.

Tra gli strumenti disponibili supportati dall'Unione Europea vi sono nuovi modelli di business, tra cui la simbiosi industriale, ossia il trasferimento e la condivisione di risorse (materie prime, acqua, rifiuti cascami energetici, servizi, competenze, strumenti, banche dati) tra imprese e/o altri operatori presenti sul territorio, già sperimentati in altre regioni d'Italia (Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Sicilia) con risultati positivi laddove accompagnati da politiche di incentivazione alla collaborazione tra imprese e sistemi di ricerca.

Un percorso che in Sardegna sarebbe fattibile, utile e auspicabile e che ci condurrebbe, con meno interrogativi, alla definizione di una strategia energetico-ambientale regionale sicuramente più solida.


(1) I deputati firmatari della Proposta di Legge n.1249 del 2 febbraio 1984 furono Carrus, Contu, Ghinami, Manchinu, Piredda Pisanu, Segni, Soddu.

(2) Così viene definito l'arrivo del metano nell'isola nel Piano Energetico ed Ambientale della Regione Sardegna 2014-2020 del 2014.

(3) L'Accordo di Parigi sul clima è stato raggiunto il 12 dicembre del 2015 alla Conferenza annuale dell'Onu sul riscaldamento globale e ha portato nel 2016 alla firma di 195 paesi sui cinque punti cardine concordati: Obiettivo 2 gradi, impegni paesi, verifiche, aiuti e Cop.

 

Sei qui: Home Blog Dalla transizione energetica alla transizione economica della Sardegna
BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS