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La 'Carta delle proposte' della Rete Associazioni - Comunità per lo sviluppo
- 12 Febbraio 2020
- redazione
Dopo il Manifesto, pubblichiamo la Carta delle proposte della Rete delle Associazioni - Comunità per lo sviluppo, approvato a gennaio 2020 a Borore. La Rete ad oggi comprende 25 associazioni rappresentative di tutto il territorio sardo.

La Carta delle proposte
Premessa
La Sardegna come buona parte del territorio italiano "dei margini" è un isola che sperimenta nuovi fenomeni di abbandono che ne colpiscono in particolare le aree interne, evidenziandone le fragilità, i disagi, le disuguaglianze e le sistematiche contrazioni demografiche, antropologiche e culturali.
Nonostante i dati di questi arretramenti siano evidenti, spesso la percezione del fenomeno non viene percepito nelle e dalle comunità interessate né tantomeno dalle istituzioni che posticipano la possibile scomparsa delle comunità nel lunghissimo periodo e non si fanno carico dei problemi a breve e medio termine che ne sono causa.
I calcoli purtroppo sono semplici e i risultati freddi e drammatici nella loro semplicità. Secondo una legge dell'invecchiamento " se un paese arriva ad avere una percentuale di ultrasessantenni pari o superiore al 30% della popolazione totale, allora quel paese a meno di una massiccia immigrazione raggiunge un punto di non ritorno demografico. Nel senso che la popolazione complice il fatto che le morti supererebbero di troppo le nascite , non avrebbe più la capacità endogena di riprodursi efficacemente. "
Questa è la fotografia emblematica di una struttura che corre verso il baratro dell'estinzione. In dieci anni la Sardegna ha perso 32.000 abitanti e nel 2018 oltre 8.000 residenti. La maggior parte di queste partenze è caratterizzata da persone che si spostano per motivi di studio o di lavoro il che priva l'isola della parte più dinamica della popolazione. Fra le isole più simili e vicine i dati a confronto evidenziano come Corsica, Malta e Baleari negli ultimi dieci anni segnano un incremento della popolazione rispettivamente di 11%, 12%, 15%; mentre la Sardegna nello stesso periodo registra un -2%.
In epoca di boom demografico mondiale dove la popolazione del pianeta si avvicina velocemente alla soglia dei 10 miliardi, e dove i problemi sociali ed ambientali in assenza di strategie politiche comuni di contrasto e di ripensamento dei modelli economici e culturali, la scomparsa di qualche comunità non sarebbe un dramma dal punto di vista meramente statistico; il problema sorge però se consideriamo il fatto che la scomparsa di una popolazione non è solo un dato statistico che riguarda la demografia, ma significa anche la scomparsa degli usi e costumi, dei canti, delle poesie di una comunità che paradossalmente potrebbe riuscire attraverso terzi a consolidare il patrimonio materiale ma perderne irrimediabilmente quello immateriale fatto appunto di storie, di tradizioni, di saperi che ne caratterizzano l'unicità e la storia.
Questa crisi epocale costringe a ripensare tutto, sia dal punto di vista economico che da quello culturale attraverso un nuovo approccio, un nuovo sguardo che osservi questi territori in modo differente da una prospettiva altra, che permetta di tramutarne le fragilità in opportunità, cercando di riempire quei vuoti attraverso la partecipazione delle comunità.
La realizzazione delle "nuove aree interne" si raggiunge con l'innovazione sociale, le nuove tecnologie, sincretizzando i nuovi saperi e la tradizione, le spinte dal basso con le moderne istituzioni, aprendosi in maniera propositiva alla creazione di una rete delle reti che si basa sulla condivisione di prossimità, che rende un passo dopo l'altro più vicino e non più avversario e ostile anche il territorio più lontano.
Per la prima volta è evidente che questi territori, in Italia come nel resto del mondo, iniziano ad essere visti da alcuni non più solamente come un problema ma anche come un opportunità che nasce in parte dalla crisi degli agglomerati urbani più grandi ma anche dall'avvio di una metamorfosi culturale, di nuovi stili di vita che trasformano i territori in spazi di opportunità e di potenziale progetto di futuro. Ribaltando il pregiudizio che vede negli spazi urbani il luogo esclusivo del dinamismo e dell'innovazione, attribuendo ai territori marginali solo i valori inerenti la custodia delle tradizioni. Territorio che viene ripensato attraverso le lenti dei nuovi montanari, da fenomeni come il neo ruralismo e neo comunitarismo dove oltre ai nativi si aggiungono i residenti temporanei che acquisiscono cittadinanza piena i quali spesso sono come una boccata d'aria fresca all'interno di comunità asfittiche.
ECONOMIA E LAVORO
- Progetto straordinario per il lavoro condiviso con popolazioni locali, scuole, associazioni, gruppi di pressione locali, cooperative di comunità, cittadini temporanei, intellettuali, artisti che tiene conto delle vocazioni del territorio, delle specificità e delle risorse disponibili, capaci di ri-creare occupazione stabile e qualificata.
- Ricostruzione delle relazioni sinergiche fra città, paesi e campagna a partire dal cibo, favorendo l'opportunità di canali di vendita privilegiati di prodotti a km zero, da agricoltura biologica, alle comunità metropolitane e garantendo lavoro e reddito ad agricoltori e piccoli imprenditori fuori le mura.
- La produzione e i metodi produttivi diventano funzionali ai luoghi e non i luoghi e i suoi metodi alla produzione. La società locale definisce i fini, le forme e gli strumenti a partire dalla messa in valore durevole del patrimonio territoriale concernente sia i beni materiali sia quelli immateriali
- Consentire l'utilizzazione delle terre inutilizzate ad associazioni, cooperative, piccole aziende agricole e ricettive al fine di creare opportunità di lavoro e favorire l'insediamento.
- Sardegna terra dei parchi. Piano ambientale per il più esteso patrimonio boschivo italiano. Installazione di laboratori universitari permanenti al loro interno.
- I parchi naturali diventano luoghi dove trovano sintesi positiva le attività umane e i valori naturali.
- Le attività agro pastorali quale presenza indispensabile per la tutela de luoghi, creatrici di produzioni certificate che racchiudono in sé qualità, identità, "assenza di elementi dannosi alla salute: esse devono venire incontro ai bisogni d i una utenza attenta a alla salute e genuinità.
- Recupero del patrimonio immobiliare dei paesi attualmente abbandonato inutilizzato ed estensione del piano paesaggistico anche per le aree interne.
- Fiscalità di vantaggio per famiglie e imprese che si stabiliscono nei comuni afflitti da spopolamento. Agevolazioni per giovani coppie sia sul versante lavorativo sia su quello dei servizi per l'infanzia adottando il modello francese che contribuisce in senso positivo sulla formazione delle famiglie e contribuisce a ridurre le cause che provocano la denatalità.
- Abbandono di politiche interamente affidate al mercato. Investimenti per sedi di ricerca che sono ubicate fuori dai capoluoghi e che favoriscono l'ingresso di capitali e soprattutto popolazione giovane e istruita nei territori marginali.
ISTRUZIONE E SERVIZI
- Garanzia di servizi primari sanciti dalla Costituzione quali servizi postali e bancari. Nei comuni al di sotto dei cento abitanti, tali servizi dovranno essere garantiti con sistema di rotazione settimanale.
- Sistema scolastico garantito in tutte le comunità. Incentivazione di esperienze di scuola lavoro, promozione dei saperi e delle risorse locali, interscambi con scuole delle città che si trasferiscono periodicamente. Supporto per nuove figure di insegnanti, formate professionalmente per affrontare le dinamiche delle pluriclassi.
- Adeguamento della rete internet attraverso la fibra ottica garantita in tutti i comuni ed estesa alle frazioni e all'agro.
- Apertura, ove non presenti, e sostegno ai piccoli negozi di generi alimentari, circoli ricreativi ed edicole, librerie, biblioteche, sale prova, teatri,circoli letterari e cinematografici, già esistenti nell'area, anche con la gestione diretta di cooperative di comunità al fine di coinvolgere in maniera partecipativa la cittadinanza nel garantire un presidio culturale attivo.
- Formazione di figure professionali atte a coordinare sui territori le nuove attività culturali, economiche, sociali, ludiche delle nuove comunità con l'obbiettivo di formare a loro volta altre figure all'interno delle popolazioni locali.
CULTURA E SOCIETA'
- Filiere del sapere. Le persone al centro del progetto condiviso che si sviluppa attraverso una sguardo non più settoriale, frammentato e divisivo. Considera in maniera organica l'economia, la cultura, l'istruzione, il patrimonio materiale e immateriale, il paesaggio, i saperi tradizionali, l'agricoltura, l'allevamento, le nuove tecnologie. Favorisce la messa in rete di tutti i saperi economici e culturali e ne privilegia gli aspetti innovativi, eco sostenibili, inclusivi, che devono caratterizzare in maniera dinamica la creazione delle nuove comunità.
- Riorganizzazione del sistema istituzionale, creazione di reti di prossimità attraverso lo sviluppo del concetto di dimensione prestata. Predisposizione alla nascita di nuove entità quali città territorio organizzate in forme innovative quali quelle suggerite nelle modalità smart land che favoriscano una strategia basata sulla specializzazione intelligente di ogni paese al fine di sfruttare appieno il capitale territoriale.
- Piano straordinario per l'archeologia e i beni culturali che diventano volano del sapere e dell'economia.
- Adozione di approcci unitari nella valutazione e nella risoluzione delle problematiche della politica.
- Decentramento di alcune attività amministrative, istituzionali, universitarie al di fuori dall'area metropolitane. Le funzioni di governo non devono essere collocate solamente nei capoluoghi. Con le nuove sedi istituzionali si osserverebbe la nascita di un indotto rigenerativo di molte attività locali e la nascita di altre.
- Creazione di una governance federale che assicura a tutti i territori la partecipazione allo sviluppo equilibrato dei territori. Adozione di una legge elettorale fondata sulla pari rappresentanza fra tutti i territori non strettamente proporzionale alla popolazione residente.
MOBILITA'
- Predisposizione di una rete di mobilità integrata che organizzi il trasporto pubblico e privato fra le comunità di prossimità e i centri più importanti attraverso la creazione di piattaforme che ne facilitino l'utilizzo e la condivisione (pubblico/car sharing, telelavoro).
- Costituzione di reti municipali transnazionali con l'estensione della rete dei paesi verso l'estero attraverso collaborazioni, incontri, scambi culturali con realtà che affrontano fenomeni similari ma spesso adottano ricette diverse.
- Sviluppo della Rete ferroviaria sarda, elettrificazione e innesto con rete ferroviaria ferrovia della Sardegna, creazione di nuove reti. Messa in sicurezza e ammodernamento della rete stradale.
SANITA'
- Sistema sanitario di base garantito per tutte le comunità. Presenza di poliambulatori e case della salute connessi alle rete ospedaliera. Istituzione di ambulatori itineranti per comuni al di sotto dei cento abitanti e frazioni. (realtà molto diffuse in Gallura e non solo).










