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La cultura come volano dello sviluppo

Il 14 marzo 2012 l'Ottava Commissione del Consiglio regionale ha approvato il testo unificato delle tre proposte di legge, di cui una mi vede come primo firmatario, aventi come oggetto l'Istituzione di una Fondazione per la gestione dei beni culturali. Tutti riconosciamo il grande patrimonio culturale e paesaggistico della Sardegna ma riconosciamo altrettanto facilmente che qualche problema legato alle sua gestione negli ultimi anni è emerso e che nonostante alcuni tentativi non si è mai arrivati a creare un sistema virtuoso che coniugasse l'esigenza di tutela e conservazione di tale patrimonio con la necessità di una sua valorizzazione.

Oggi più che mai, quindi, siamo chiamati ad operare scelte politiche ed economiche che riconoscano ai beni culturali il ruolo di fattore strategico per lo sviluppo locale. Ecco allora che alla concezione classica di beni culturali, intesi come espressione dell'identità e della storia di un popolo, se ne aggiunge un'altra che li vede come importanti risorse economiche da sfruttare per dare nuovo slancio allo sviluppo del territorio. La cultura che diventa parte integrante del processo di crescita sociale ed economica di un paese: è questo il percorso da seguire anche nell'isola.

Un primo tentativo in questo senso è stato fatto con la legge regionale 14/2006, con la quale ha avuto inizio un processo di riforma del sistema di gestione dei beni culturali. La Regione Sardegna, nell'ambito delle competenze a essa assegnate in materia, riconosceva l'importanza della tutela, della valorizzazione e della fruizione del patrimonio culturale quale fattore di crescita civile, sociale, economica del popolo sardo. Nonostante i buoni propositi però, non si è mai riusciti a costruire un sistema diffuso che gestisse in maniera sinergica tutti i siti culturali presenti nell'isola.

La gestione dei beni culturali della Sardegna per oltre vent'anni, è stata affidata dagli enti locali, per lo più comuni, a cooperative mediante procedure di gare pubbliche. Negli anni questo sistema di gestione ha mostrato tutti i suoi limiti. La Regione ha avuto il ruolo di mero erogatore di risorse e l'incertezza dei finanziamenti, che con il tempo sono drasticamente diminuiti, ha messo in difficoltà le società che non sempre hanno potuto continuare a erogare i loro servizi. Con la legge 14/2006, che avrebbe dovuto garantire un esercizio unitario e coordinato delle funzioni di tutela e valorizzazione dei beni culturali, la situazione non è migliorata.

Ecco che alla luce di quelle che sono le problematiche emerse oggi si rende necessaria una rivisitazione della normativa regionale. Il testo unificato si propone l'obiettivo di porre fine alla fase di sperimentazione che dura ormai da troppo tempo e aprirne una nuova nell'amministrazione dei beni culturali, individuando nella Fondazione lo strumento più adatto per dare continuità a servizi ormai essenziali, per far uscire dal precariato gli operatori e per innalzare la qualità dei servizi di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

* Consigliere regionale - Commissione cultura Formazione ecc. (ottava commissione)

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