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Per combattere la corruzione…ripristinare il controllo di legittimità

corruzioneL'ultimo rapporto della Corte dei Conti è allarmante: la corruzione nelle amministrazioni locali è aumentata nel 2011 del 30/%. Sicuramente il rapporto del 2012 sarà ancora più allarmante. Nel frattempo molti consigli comunali vengono sciolti o commissariati per dissesto finanziario o per altre gravi motivazioni. Si è creata in questi anni insomma una situazione di una gravità inaudita a cui occorre porre rimedio in tempi molto brevi per salvaguardare le strutture portanti della nostra democrazia rappresentate principalmente dagli enti locali e territoriali.

In Sardegna qualcosa si sta muovendo: alcuni consiglieri regionali (Uras, Capelli,Salis, Zuncheddu,Cocco, Cugusi, Sechi, mariani) hanno presentato una proposta di legge che intende ripristinare il controllo preventivo di legittimità sugli atti degli Enti locali e della Regione individuando nella Sezione regionale della Corte dei Conti l'organo garante. Non capisco perché non sia stata sottoscritta da tutti i gruppi politici, vista l'importanza della proposta. Comunque....

Il drastico ridimensionamento delle verifiche preventive e l'abolizione nel 2001 dei controlli esterni sugli atti amministrativi della Regione e degli enti locali garantiti a suo tempo da Corte dei Conti e vari Co.re.co e Co.ci.co sono stati in misura rilevante la causa che ha determinato l'aumento, sempre più progressivo, dei fenomeni corruttivi. Come non hanno dato più efficienza e più dinamicità all'azione amministrativa di comuni, di Province e di altri enti territoriali, né rafforzato la loro autonomia, così come pensavano i fautori di questa riforma.

Non è un caso quindi che diversi amministratori pubblici, tra cui molti Sindaci, abbiano ammesso negli ultimi tempi, che di fronte ai dati rilevati dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti e dalla Procura generale, l'opportunità di reintrodurre attività di controllo preventivo sulla legittimità degli atti delle amministrazioni locali, soprattutto quelli che riguardano interventi di spesa e di appalti pubblici, e abbiano considerato non più sufficiente e garantista il controllo di valutazione affidato ad organi interni delle amministrazioni.

Si può affermare quindi che la proposta di legge presentata da alcuni consiglieri regionali recepisce le preoccupazioni espresse dagli amministratori e il richiamo allarmato della Corte dei Conti e della Procura generale. Ma trova anche il consenso delle minoranze dei consigli comunali e di molti cittadini che oggi per tutelare i propri diritti e verificare la legittimità degli atti si debbono rivolgere al Tar con tempi e spese notevoli e quindi rinunciando quasi sempre a qualsiasi tipo di tutela e di verifica. Alla luce di tutte queste considerazioni ritengo che l'affidamento dei controlli preventivi di legittimità alla Sezione regionale della Corte sia una proposta da approvare con il necessario coinvolgimento non solo del Consiglio Regionale ma soprattutto degli Organismi rappresentativi delle Autonomie locali in modo che si apra un ampio, convinto e responsabile dibattito sui contenuti e sugli obiettivi della proposta di riforma.

E infine un altro problema strettamente legato al sistema dei controlli di legittimità. Oggi i Segretari comunali sono dipendenti delle amministrazioni, privi di autonomia e molto spesso subalterni e spesso in balia delle decisioni adottate dai Sindaci e dalla Giunta, rispetto al precedente sistema che garantiva ai Segretari ampia e decisiva autonomia sui giudizi di legittimità degli atti amministrativi e garantiva e tutelava nel contempo la validità dell'operato degli amministratori. Anche questo importante problema deve entrare nel dibattito sui controlli delle pubbliche amministrazioni. La proposta di riforma di cui parliamo non ne fa cenno forse perché la competenza appartiene ad altri organi dello Stato. Però è un problema reale che deve essere affrontato e risolto se si vuole costruire un sistema che elimini tutte le forme di corruzione e di ruberie purtroppo presenti oggi in molti, per fortuna non in tutti, settori dello Stato italiano.

P.S. Ho fatto l'amministratore comunale per molti anni quando vigeva il vecchio sistema dei controlli affidati ai vari Cocico, Coreco e Corte dei Conti. Posso quindi esprimere un giudizio motivato. E' vero, era un sistema farraginoso nelle decisioni, burocratizzato, che rispondeva a logiche troppo centralistiche e ottocentesche, troppo politicizzato nella composizione degli organi. Sicuramente occorreva riformarlo. Però la soluzione adottata ha creato quella situazione descritta in modo allarmato dalla Corte dei Conti.: i fenomeni di corruzione aumentano. Quindi una riforma è necessaria e in tempi brevi se vogliamo che la gente ritrovi la fiducia per la politica e per la pubblica amministrazione in generale. E questa fiducia è indispensabile se si vuole dare gambe ad un nuovo processo di sviluppo. Se si vuole vivere in una società nuova, sana, pulita e onesta.

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