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La battaglia degli studenti: “Il nostro territorio sta morendo”

corteostudentiCon un corteo pacifico hanno voluto dire la loro sul lento declino del territorio. Sono gli oltre trecento studenti delle scuole superiori della città e dei paesi vicini che , sabato scorso, hanno invaso il centro di Macomer per parlare nono solo dei problemi della scuola ma anche dei temi da cui dipende il loro futuro e quello del territorio. La loro iniziativa non ha lasciato indifferente il mondo degli "adulti" che hanno visto nella manifestazione studentesca e nei contenuti che proponeva una novità importante per il futuro del Marghine.

L'impegno. "I giovani studenti delle scuole di Macomer vogliono partecipare alla soluzione dei problemi del territorio: lavoro, ambiente, servizi. Seguiamo con grande interesse questo movimento studentesco" Così ha commentato l'iniziativa Fausto Mura, Presidente dell'Associazione politico-culturale Nino Carrus. Da anni promotrice di un costante dibattito sui temi dello sviluppo e della politica, l'associazione intitolata al noto politico bororese Nino Carrus ha da sempre lavorato con un'attenzione particolare al mondo dei giovani per valorizzarne le eccellenze. Gli studenti che scendono in piazza sono, per il presidente della "Nino Carrus" e per l'associazione, una novità e al contempo una speranza.

La proposta. "Al silenzio della politica sui temi dello sviluppo e della qualità della vita nel territorio, si contrappone il grido della protesta del mondo studentesco del Marghine. Plaudo all'iniziativa e mi metto a disposizione per il dialogo." Nata durante le manifestazioni autunnali dedicate ai temi sul diritto allo studio, la manifestazione di sabato sembra dunque aver raggiunto il suo obiettivo. "Già allora – sottolineano Umberto Guiso, Marta D'Avanzo e Giorgio Masala del gruppo organizzatore del Liceo Galilei- avevamo in mente una manifestazione sui problemi legati alle nostre comunità. Problemi che viviamo quotidianamente che volevamo rilanciare per discuterne con la città."Ambiente, lavoro, servizi erano i temi al centro della manifestazione scelti dagli studenti con queste motivazioni.

"La presenza di un inceneritore nel nostro territorio spaventa – spiegano i ragazzi – ed è giusto che se ne parli anche sentendo il nostro parere. La chiusura di importanti servizi come quello del tribunale di Macomer e dell'ospedale di Bosa, danno inoltre un segno di decadenza che preoccupa per il nostro futuro già pesantemente colpito dalla disgregazione del tessuto produttivo che ha creato molti disoccupati a cui è andata la nostra solidarietà."

Una voce nuova. Quasi un manifesto politico gridato per dire che nel dibattito su quei temi c'è una voce nuova. Quella degli studenti di Macomer che chiedono di essere ascoltati.

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