Blog
Siamo agli ultimi mesi della democrazia italiana?
- 03 Marzo 2013
- Daniele Cau
Ormai da anni, confrontandomi con persone le più diverse, per estrazione economica e sociale, ho riscontrato una fortissima avversione per la classe politica. Chi riveste un ruolo politico è considerato, a prescindere, persona poco affidabile, subdola, di cui diffidare indipendentemente da ciò che dice, fa o ha fatto.
Si tratta di un sentimento sbagliato perché basato sulle generalizzazioni, ma certamente comprensibile, visto l'enorme quantità di promesse non mantenute, di abusi di ogni sorta e di privilegi non giustificati, che hanno costellato l'ultimo ventennio italiano. Questo enorme malessere ha trovato rappresentanza nelle ultime elezioni politiche, nel boom elettorale del Movimento 5 Stelle. Il Parlamento è oggi diviso in tre blocchi che a me paiono inconciliabili.
Vediamo perché:
Il Movimento 5 Stelle ha un mandato elettorale molto preciso: basta con la vecchia politica e soprattutto basta con i vecchi politici. Non può far parte di una maggioranza di governo pena il tradimento del mandato elettorale e il suo dissolvimento.
Il Pdl non disdegna, invece, di tornare in campo con un governo di larghe intese. In questo modo acquisirebbe un potere uguale a quello del Pd col vantaggio, però, di poter fare la prossima campagna elettorale presentandosi come opposizione (chiedere delucidazioni all'attuale Presidente del Consiglio).
Il partito di Bersani avendo la maggioranza relativa ha la responsabilità di sbrogliare la matassa. Il Pdl gli offre l'alleanza che lo porterebbe alla fine dei suoi giorni e il Movimento 5 stelle si propone di valutare proposta per proposta o, tradotto, a te gli oneri e a me gli onori.
Mi pare evidente che non c'è alcuna possibilità che si coaguli in Parlamento una maggioranza forte e omogenea, capace di portare avanti un programma di legislatura in grado di contrastare una crisi economica ogni giorno più violenta. Si tornerà, quindi, presto ad elezioni. All'indomani delle elezioni ci troveremo, però, al governo un movimento che unisce alle buoni intenzioni dei suoi elettori una tipica struttura autoritaria. Un capo che parla a nome del popolo e una massa che può democraticamente sostenere le posizioni del capo; chi dissente è fuori dalla comunità. I partiti politici hanno remato troppo a lungo contro se stessi per poter recuperare, la strada è tracciata, potrebbero essere gli ultimi mesi della democrazia italiana.










