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Contratto d’Area: grattare la polvere
- 17 Maggio 2013
- Matteo Marteddu
Riemerge puntualmente dalle cronache quel periodo opaco e devastante, per il nuorese, che risponde al nome di Contratto d'Area. Ne parlano ormai come se si trattasse di pagine di storia patria, o come delle guerre puniche. Certo a queste si può richiamare, posto che come il console romano a Cartagine, anche sulla piana di Ottana hanno cosparso il sale perché non rimanga pietra su pietra.
Cifre e numeri di quegli anni , metà '90-primi 2000; 121 ml buttati dallo stato,. 29 aziende in fumo scelte da Euro Progetti, legge 488 utilizzata come bancomat per prenditori, pseudo progettisti e gnomi della politica locale, quella grande invenzione di Ottana Sviluppo , incardinata negli anditi del palazzone provinciale di piazza Italia a Nuoro, con una perdita secca, paga pantalone, di 200 mila euro.
Stagione di opacità e di frega frega. E le responsabilità? Era chiaro da subito che i protagonisti attivi, anzi iperattivi , oltre ai sindacati, con predisposizione particolare di alcuni sindacalisti, erano presidenti e amministratori provinciali, parlamentari nuoresi, tutti stretti in una grande rete di compromissione tacita o esplicita, perché ciascuno avesse il suo pezzo di "gloria"e altro.. Il Consiglio regionale e lo dico con assoluta cognizione di causa, è stato tenuto con delirante determinazione fuori; o perché non gradivano anzi temevano il controllo politico e istituzionale, magari sulle procedure di assunzione o di incarico alle imprese, o perché si era già scatenata la corsa alle candidature. Se si gratta appena sotto la polvere, si scoprono storie di miseria culturale, di ambizioni troppo sfrenate ma anche di cadute rovinose. E comunque troppe impunità; i protagonisti di allora sono scappati a gambe levate, taluni con buonuscite, altri dispersi nelle nebbie. Ma forse la coscienza civile sta iniziando a stanarli uno ad uno.
Intanto rimangono le macerie. Non solo quelle dei ruderi e capannoni ; macerie morali e antropologiche per paesi, come quelli dell'inner circle di Ottana, dal Marghine, alla Barbagia, aggrediti e divorati dalle povertà, dagli orizzonti cupi di speranze sottratte, con intere generazioni irrigidite senza futuro.
Soprattutto per questo debbono pagare, quei signori delle furbate clientelari del cosiddetto contratto d'area.










