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Tessile: qualche segnale di ripresa

Qualche giorno fa abbiamo appresso dai giornali una notizia positiva, finalmente, dopo gli annunci di crisi e di chiusura delle imprese tessili in tutti questi questi ultimi anni: a Siniscola l'ex Filmar, oggi Natural Style, riapre i battenti e riassume i primi dieci operai a tempo indeterminato, già in cassa integrazione ad iniziare dal 2005. In programma la riassunzione entro l'anno di tutti i venti lavoratori per produrre filati di alta qualità. Non sono grandi numeri, ma danno un messaggio importante.

Non era mai successo che dalle macerie di una azienda andata in crisi potesse rinascere una nuova attività produttiva. Succede invece a Siniscola con la "Natural Style" che subentra alla ex Filmar, una delle aziende tessili protagoniste dello sviluppo industriale degli anni novanta, assieme a Legler, Ros Marym Calzificio Queen. E' forse un segnale, anche se ancora molto timido, di ripresa che dà segni di speranza a tutto il Nuorese e alla Sardegna Centrale.

Questo significa che il tessile in Sardegna può avere ancora un futuro. Come sta avvenendo in altre parti d'Italia e in particolare nel distretti industriali dove il settore tessile era preminente. La delocalizzazione sembra ormai finita, molte imprese, anche tessili, rientrano in Italia e riprendono a produrre e a creare nuovo lavoro.

Un motivo per credere anche in Sardegna al rilancio del comparto tessile dove si sono create in questi anni competenze, professionalità e strutture che possono essere recuperate e rese produttive.

Queste cose le pensa anche l'imprenditore Silvano Capelli, titolare della nuova azienda "Natural Style": " Ho sempre creduto che l'azienda potesse avere un futuro. La nostra è una produzione d'eccellenza di alto artigianato: i nostri filati sono utilizzati dai marchi del lusso del made in Italy, da Prada al gruppo Max Mara. E' l'unico modo per battere la concorrenza. La Sardegna sconta barriere più alte rispetto alle altre regioni. Solo puntando sull'eccellenza si può recuperare il gap di competitività. E' questa la strada vincente."

Certo ci rendiamo conto che questa nuova iniziativa industriale di Siniscola è solo un primo tassello, piccolissimo tassello, di un processo che ancora deve essere consolidato. Occorre a questo punto che la Regione sarda si renda protagonista attraverso una nuova e incisiva politica industriale che preveda incentivi finanziari e fiscali, ma soprattutto servizi efficienti, zero burocrazia e infrastrutture funzionali (energia e trasporti). Questa nuova politica industriale ancora non c'è.

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