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Il fenomeno dello spopolamento non è un fatto ineluttabile
- 28 Febbraio 2017
- Emiliano Deiana
Il "fenomeno dello spopolamento" non è un fatto ineluttabile, ma la conseguenza di scelte politiche precise che nei decenni sono state attuate non solo in Sardegna, ma anche nella penisola. In Sardegna, tuttavia, il "fenomeno" assume caratterizzazioni proprie poiché non investe solo un gruppo di paesi, ma riguarda tutta l'isola.
Oggi, nella Sardegna del 2017, il grado di consapevolezza della politica, delle istituzioni regionali, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dei centri di cultura universitari, circa lo "stato delle cose "del fenomeno dello spopolamento è bassissimo, quasi assente; così come è basso il livello di autoconsapevolezza delle comunità locali, delle istituzioni comunali e sovracomunali, delle popolazioni, dei singoli cittadini del contesto particolare nel quale operano e vivono.
Sempre a cavallo tra l'estetica della lamentazione e l'ineluttabilità del destino. Senza questa consapevolezza e autoconsapevolezza nessuna politica concreta potrà nemmeno essere abbozzata. Per lavorare, dentro e fuori le comunità, occorre sdoganare alcune parole e locuzioni che entrano nel profondo nella "descrizione" del problema.
Che fare, dunque, per dare gambe (e cuore e fegato e polmoni) a politiche efficaci? Bisogna iniziare a mettere insieme "intelligenze": amministratori, ma non solo. Scienziati, urbanisti, sociologi, antropologi, economisti, pastori, imprenditori, studenti, ragazze e ragazzi.
E farne un fatto di popolo.
Facile a dirsi? No, in Sardegna non è facile nemmeno dirlo. Ma serve dirlo. Serve che a dirlo siano sempre più persone. Serve che i giovani non facciano calare l'attenzione. Poi serve la politica. Non quella delle tattiche, degli accoltellatori seriali. Serve quella vera. Che trae dalle esperienze le energie per sperimentazioni inedite.
* Introduzione al libro "Spop. Istantanea dello spopolamento in Sardegna"










