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Funtana Raminosa: una miniera di opportunità

Riaprire al pubblico la miniera di Funtana Raminosa a Gadoni e trasferire al Comune il suo patrimonio immobiliare. Sono questi i primi passi concreti per valorizzare a pieno il sito minerario di Funtana Raminosa, la più grande miniera di rame della Sardegna. Dopo aver dato tanto nei decenni del suo impiego estrattivo e industriale, oggi la miniera di Funtana Raminosa a Gadoni può contribuire a rivitalizzare il paese e l'intero territorio. Per settantacinque anni a Gadoni c'è stata l'industria, sviluppattasi attorno alla miniera di Funtana Raminosa, che ha dato lavoro fino a 300 persone. Nel 1961 Gadoni aveva 1.628 abitanti, in 50 anni è stato perso il 50 per cento dei residenti. Soltanto negli ultimi sedici anni il paese ha perso più del 20 per cento degli abitanti passando da 990 abitanti del 2001 a 785 abitanti del 2017.

Gadoni è l'emblema di ciò che sta succedendo in molti paesi delle zone interne della Sardegna: 1) forte spopolamento e una preoccupante emigrazione soprattutto giovanile, legati in particolar modo alla mancanza di lavoro nel territorio; 2) pochi servizi disponibili (con una tendenza allarmante a una ulteriore riduzione, e penso all'annunciata chiusura delle sedi Inps ma anche al rischio di chiusura delle scuole e dei servizi ospedalieri sul territorio); 3) ci sono poche attività produttive, ci sono poche imprese, anche perché fare impresa in questi territori è molto difficile; 4) c'è un'accessibilità complessa, poche infrastrutture viarie, lunghe distanze, con tempi di percorrenza molto lunghi, di più di un'ora e mezza sia da Cagliari sia da Nuoro.

È ciò che chiamo "effetto clessidra": nei paesi delle zone interne della Sardegna si sta assistendo a una contrazione del numero dei residenti che va di pari passo al taglio dei servizi e al calo del numero di imprese in un circuito negativo che causa maggiore disoccupazione e spopolamento.

Che fare allora per contrastare lo spopolamento e rilanciare il paese? Occorre valorizzare due importanti risorse di cui Gadoni dispone, la miniera e l'ambiente.
La miniera di Funtana Raminosa a Gadoni rappresenta, non soltanto l'economia, ma anche la storia, la cultura, le tradizioni e l'identità del paese di Gadoni. È un museo a cielo aperto e in un sotterraneo, da conservare e custodire, perché preserva la memoria di un'intera comunità.

L'AMBIENTE Oltre alla miniera, Gadoni dispone di straordinarie risorse ambientali e paesaggistiche: il Flumendosa, Sa Stiddiosa, Su Campanili, la foresta di Corongia e tanto altro. Pensate che la foto di Su Campanili, che ho postato sul mio profilo facebook, in pochi giorni ha avuto circa 350 condivisioni. Occorre dunque valorizzare e promuovere il patrimonio ambientale a scopo turistico e produttivo, un attrattore strategico attorno al quale sviluppare un circuito virtuoso finalizzato a creare impresa e occupazione

LA MINIERA C'è poi la miniera di Funtana Raminosa, importante per una serie di ragioni.
a) Da un punto di vista geominerario: è la più grande miniera di rame in Sardegna
b) Sotto un profilo tecnologico: è dotata del primo impianto di flottazione in Italia e forse in Europa, oltre a disporre di impianti all'avanguardia, in parte ancora funzionanti. È
c) È importante da un punto di vista storico: lo sfruttamento industriale del minerale è andato avanti dal 1913 al 1987 ma l'attività estrattiva è presente fin dall'età del rame e del bronzo, in epoca nuragica (dal 1800 a.c. al 900 a.c.). È dal sito di Funtana che si estraeva il rame per comporre il bronzo dei bronzetti ma anche per le armi, gli utensili e i gioielli. In epoca post-nuragica, è stata sfruttata dai fenici, dai romani e dai saraceni e ancora dagli spagnoli, dai belgi, francesi, italiani, e persino dagli americani con il presidente Hoover. La miniera ha una storia millenaria, leggendaria, affascinante. È una miniera magica.
Quella di Funtana Raminosa è una miniera unica. In un solo sito si concentrano: gallerie visitabili, impianti ancora funzionanti, il villaggio dei minatori, la chiesa, la scuola, il tutto in un contesto ambientale splendido.

IL RUOLO DELL'IGEA L'Igea gestisce la miniera dal 2000 con il compito di curare gli aspetti della sicurezza e le bonifiche. La presenza del presidio minerario ha consentito la conservazione e la manutenzione della miniera (impianti e gallerie), la ristrutturazione di tanti edifici, nonché la costruzione di sentieri, cartellonistica, muretti, fontane, panchine. Fino a tre anni fa, Igea ha anche organizzato le visite guidate a scopo turistico e culturale. Ha svolto un'attività importante.

IL RUOLO DEL PARCO GEOMINERARIO Funtana Raminosa fa parte integrante del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Commissariato ormai da 10 anni. Ora finalmente c'è un nuovo commissario Tarcisio Agus. L'idea iniziale è stata ottima, l'ente Parco nasce con l'idea di valorizzare i principali siti minerari sardi a scopi turistici e ambientali. Un enorme patrimonio storico, culturale, tecnologico e industriale. L'azione svolta in questi anni è stata però deludente. Inoltre l'ente è stato troppo Iglesias-centrico, il sito di Funtana Raminosa è stato trascurato. Per questo mi fa piacere che il commissario Agus abbia riconfermato la riapertura al pubblico della miniera di Funtana Raminosa, prevista per il 2018. Ci sono molte aspettative e ho grandi speranze che ciò sarà fatto grazie all'attività del commissario Agus, una figura competente che ha preso un impegno concreto.
Gadoni possiede dunque due straordinarie risorse: la miniera e il suo ambiente e paesaggio. Occorre mettere in sinergia queste risorse e valorizzarle a scopi turistici e produttivi, per contrastare lo spopolamento e creare sviluppo e occupazione.

Cosa fare Sono due gli interventi principali da adottare in tempi stretti:
1) Riaprire subito la miniera

2) Trasferire al Comune di Gadoni il patrimonio immobiliare della miniera ora in capo all'Igea.

Realizzato questo, saremo ancora all'inizio. Perché poi occorrerà:
1) Pianificare le attività, serve un progetto.
2) Reperire le risorse per gli investimenti necessari.
3) Assicurare continuativamente la sicurezza della miniera.
4) Proseguire le opere di conservazione e ristrutturazione.
5) Allestire musei, predisporre un sito internet, assicurare i servizi (guide, ristorazione, ricettività, per esempio) Predisporre pubblicazioni, carte, gadget, opuscoli divulgativi. In questo senso il sito di Rosas è un modello virtuoso da cui prendere esempio. La gestione del sito può essere svolta da una cooperativa di giovani in collaborazione con il Comune.
6) Occorre poi sostenere l'avvio di nuove imprese e lo sviluppo di quelle esistenti nei settori turistico, dei servizi, dell'artigianato, dell'agroalimentare. Voglio citare l'esempio di Barbagia Express (la società che opera con il Trenino Verde), e l'attività di GeoTurismo Sardegna (di Paola Arru), e quella di Sandro Mezzolani, che si occupano di organizzare escursioni nel territorio.
7) Occorre poi attivare sinergie con il territorio e i paesi vicini (per esempio attivare collaborazioni con Seulo, Desulo, Aritzo, Belvì, Tonara).

* Presidente Confindustria Sardegna Centrale

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